«

»

Feb
15

History repeating

max_pontevecchio-framed


31 Ottobre 1922, Benito Mussolini diventa Presidente del Consiglio dopo la marcia (senza scontri) su Roma. Si è parlato tanto di quei giorni di storia italiana, di fatto come una fine della democrazia e favore di una dittatura. Fiumi d’inchiostro hanno riempito le pagine della storia sui pro e sui contro (molti di più) e sentimento comune è sempre stato di descrivere il ventennio come un periodo da dimenticare e non ripetere. Oggi la storia si ripete, pari pari, nello stesso identico modo, con l’accondiscendenza di tutte le forze politiche e la totale esclusione del popolo. Il ventennio ci insegna anche che fu poi il popolo stesso a riempire le piazze, sventolando tricolori e cantando gli inni, appoggiando un regime del quale ancor’oggi utilizziamo alcune delle innovazioni. A me che sono sempre stato tacciato per uomo di destra o peggio, è sempre piaciuta la democrazia, anche se mi riconosco più nell’inciso che “governare gli italiani è totalmente inutile”, e come tale non posso essere in linea con il modo odierno di fare politica e sopratutto con questi figuri, che definirli politici mi sembra eccessivo. E’ dal Novembre del 2011 che stiamo assistendo alla peggiore delle dittature mai perpetrate nei confronti di un popolo. Volendo confrontare la storia, i provvedimenti presi dopo il 1922, si ripercuoterono positivamente sulla testa degli italiani, con la cancellazione del debito derivato dalla Prima Guerra Mondiale, gli incentivi alle famiglie per poter creare una nazione e sopratutto creando le strutture per il popolo. Dal 2011 con l’avvento del governo tecnico abbiamo visto sparire migliaia di imprese, fuggire i nostri giovani, ridurre al lastrico famiglie con un mono stipendio, aumentare la distanza tra la base e chi è più abbiente. Da Lunedi il nuovo governo fatto di completi sconosciuti, sia della politica sia del mondo del lavoro, si insedierà a Roma, non avendo marciato a piedi ma su lussuose macchine o treni. La nouvelle vague prenderà le redini di questo sgangherato paese per portarci dove? Ancora una volta, prima di emettere la mia sentenza, aspetterò che le persone si rivelino per quelle che sono come già a suo tempo feci con Monti non sbagliando neanche di una virgola su quello che sarebbe stato. Al nuovo capo del governo, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, dico soltanto che non ci pigli troppo in giro con le sue guasconi battute, perchè ora è tempo di diventare uomini.


“La politica è un’arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un’entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole. Mutevolissimo è lo spirito degli Italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici, e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent’anni un popolo come l’italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell’oblio….”

(lascio a voi capire di chi è il discorso)

Media 3.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*