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Ott
30

I cacicchi della politica italiana ed i loro cerchi magici

MERCANTI NEL TEMPIO –
De Luca: “Renzi e il comizio a Paestum? Le chiese sono fatte per accogliere pellegrini”

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Quanto pare i nostri cacicchi si circondano della loro corte per avere ben stretto il proprio potere, dai tempi del berlusconismo poi alla Lega del Bossi, il movimento dell’asilo Mariuccia e non per ultimo il “cerchio firenzese” del nostro Fanfulla da Firenze.
Iniziando la sua carriera nel lontano 1996 contribuendo alla nascita dei Comitati Prodi in Toscana e si iscrive al Partito Popolare Italiano, costruendo la sua carriera politica tra destra e pseudo sinistra; senza nessun scrupolo, basti ricordare il #staisereno all’Enrico Letta.
Adesso, in cerca di consensi girovagando l’Italia in treno, ha solo raccolto fischi ed improperi, le sue gabole hanno fatto il suo tempo e gli elettori non sono più disposti a sentire altre fantasiose baggianate.
Difatti scrive www.ilfattoquotidiano.it:

Destinazione Italia doveva essere il viaggio che rimette in connessione il leader del Pd con gli italiani. Ma dopo la prima settimana tra fischi, insulti e proteste nelle stazioni lo staff cambia programma e decide di non divulgare più le tappe, sottraendo il segretario alle imboscate di chi non gradisce la sua passerella lungo i binari. Neppure l’organizzazione del Pd sa dove e quando ferma il treno. E passa la palla alle Fs, che a sua volta la ripassano al partito. Mentre il convoglio si arrende dove è più agevole spiccare il volo.


Volendo farsi una nuova verginità per le prossime elezioni, sta cercando vari capri espiatori con i quali scaricare le sue deficienze politiche; ultimo caso eclatante quello del governatore della Banca d’Italia, l’ANSA scrive:

Dopo dieci giorni di alta tensione pubblica, scatenata dalla mozione Pd in Parlamento che chiedeva ‘discontinuità’ nella scelta del governatore, il premier ha così preferito non aprire scenari nuovi e incerti, nonostante l’aperta contrarietà del segretario del partito Matteo Renzi. E per Visco infatti il nuovo mandato potrebbe essere comunque in salita: lo stesso Renzi ha chiaramente detto che “non l’avrebbe confermato” e, sebbene abbia spiegato di rispettare “la filiera istituzionale e il nome avrà tutto il nostro rispetto istituzionale”, nel merito dice “che in questi sei anni il sistema di vigilanza non ha funzionato e Bankitalia è stato un punto di debolezza”.


A conferma del suo potere i fedelissimi pronti alle sue desiderata: “Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi non ha partecipato alla riunione del Consiglio dei ministri che si è espresso sulla conferma di Visco. È quanto si apprende da fonti di governo, che comunque evidenziano come l’assenza sarebbe da attribuire a ragioni di salute. Assenti anche i ministri Graziano Delrio, Luca Lotti e Maurizio Martina. Lotti e Martina erano assenti per impegni pregressi, Del Rio perché malato”.
Ma l’ultimo chiodo sulla bara del PD, l’ha piantato con l’inciuciarellum, tant’è che il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha lasciato il gruppo del P.D. a Palazzo Madama, passando al Gruppo misto; decisione presa nel giorno in cui il Senato ha approvato la nuova legge elettorale sulla quale il governo di Paolo Gentiloni aveva posto ben cinque questioni di fiducia.
Una cosa è certa il prossimo governo sarà un suk di poltrone e nominati, vedremo dove arriverà il partito della maggioranza silenziosa del “non voto” unitamente alle schede nulle per improperi variegati.
Sono milioni quelli, che come Cicerone ai suoi tempi dicono:“quando, o cittino, vuoi smettere di abusare della nostra pazienza? Da quanto tempo la tua pazzia continua a prenderci in giro? Quando c’è la fine di quella tua audacia sfrenata, spavaldo così come fa ora?”

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