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Mar
01

I conti con il Grillo a due velocità di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Ha capito il comico genovese – che sa essere acuto quando vuole, abbandonando il suo linguaggio colorito – che bisogna saper dire cose sensate. Nelle stesse ore ha espresso con foga ammirazione per la dignità di Napolitano in Germania e, contemporaneamente, ha definito con arroganza “morto che cammina” il povero Bersani.
C’è intelligenza politica, non meramente tattica, in questo Grillo a doppio regime: dovremo farci i conti seriamente. Non è un mercenario alla Lavitola o alla De Gregorio. Neppure Bersani – con le tante difficoltà che deve affrontare – potrà muoversi come il Cavaliere con Maroni, oppure restare vittima ancora una volta di giornali e tv che cercano risposte definitive a getto continuo. Non ha senso allora porre ultimatum, né offrire poltrone – anche alte – come pare faccia intendere D’Alema.
La politica non è mai mero scambio di convenienze. Alla lunga vincono e lasciano traccia solo finalità alte, obbiettivi validi e credibili per la generalità delle persone che riescono spesso a manifestare solo aspettative , bisogni ed esigenze, tutti elementi decisivi, che spetta però alla politica ascoltare, coglierne significato e valore. Gli elettori grillini in stragrande maggioranza non hanno votato le invettive irriverenti e i “vaffa” liberatori del loro capo, ma hanno voluto esprimere con forza un bisogno di aria nuova e pulita, di alt alla corruzione e al malaffare , agli sprechi e ai costi insopportabili della politica e dei partiti. Negli stessi giorni, una istituzione millenaria come la chiesa Cattolica, con un papa da molti ritenuto “pigmeo” a confronto del “gigante” che l’aveva preceduto, in pochi giorni ha fatto cose che nessuno immaginava, aprendo così all’improvviso nuove strade al rinnovamento e ad un servizio migliore che la chiesa deve a tutti gli uomini. C’è di che riflettere e trarne insegnamento.

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