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Dic
16

« I due commedianti … »

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rmai, i social network, sono la fonte del pensiero comune anche se a volte trascende con linguaggi da camallo ; ma nelle giornate che sta vivendo il paese qualche post.
Da Facedook un post di “Roba da Pdl” :
“Berlusconi, in una telefonata alla sede di Fi di Dozza: “Questa rivolta dei forconi è un sintomo grave di una crisi vera” che ha delle “ragioni profonde”.
Facciamo due conti: i “forconi” si sono manifestati per la prima volta – già da allora con certe simpatie per l’estrema destra – nel gennaio 2012… poco dopo che Berlusconi era stato “dimissionato” e sostituito dal governo da Mario Monti. Dopo essere rimasti a lungo silenti, tornano alla ribalta proprio ora che il suddetto è decaduto da senatore. “A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina” diceva ‘qualcuno’…”
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Quindi, abbiamo chi comincia a credere, che dietro a tutto ciò ci sia una regia e finanziatore occulto ; con la crisi che c’è in giro la vedo male che i manifestanti si muovono per il paese e s’accampino pure.
I due rimestatori nel torbido, si danno da fare a cavalcare con demagogia e qualunquismo questo profondo malessere sociale, iniziando una campagna elettorale sfruttando l’onda emotiva degli elettori.
Il ritornello del #pregiudicato decaduto è il solito : “La sinistra e il suo braccio giudiziario sono riusciti a “rendermi incandidabile e ad escludermi dal Parlamento” ; ed il suo principale scopo è : “ convincere gli “indecisi”, che sono “tantissimi”, e quelli che hanno scelto Grillo e la sua “anti-politica distruttiva e giustizialista”.
L’altro, è ormai un jingle ripetitivo tipo spot pubblicitario, solo urlio come da copione berciando a destra e manca, basta andar a leggere il suo blog o i suoi cinguetti su Twitter ; ogni santo giorno scende dal letto col piede sbagliato, una chiara manifestazione che soffra della sindrome dell’assediato, come il suo esecrato partner poliforme da lui nomato ‘psiconano’.
Però esistono anche certe sottolineatire che fanno riflettere, scrive un noto vignettista Mangosi Smile :
“Nella repubblica delle banane, il primo imbecille che si sveglia blocca qualcosa. Da troppo tempo, ormai, la pessima trovata di bloccare il traffico automobilistico o ferroviario non trova un’adeguata risposta da parte delle autorità. Qualcuno ci passa i guai, beccandosi una bella denuncia con tutto ciò che segue, ma troppi la fanno franca. Manifestare i propri diritti è sacrosanto, quanto è vile ed infame calpestare i diritti altrui. E questo vale anche per i negozi costretti a chiudere con le minacce. Si confonde il diritto di protesta con la delinquenza comune”.
Ne ha ben ragione, l’unica speranza che resta per gli italiani è la resilienza, che viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
Salvo errori od omissioni.

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