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Ago
22

I Fedeli modello Valtour e la n di nazareno di Chiara Viglietti (Facebook)

nazzareno


La guerra in Irak (traslitterazione anglosassone) è guerra di religione, nel senso che una religione “estrema” ha dichiarato guerra all’umanità – cioé alla libera fede in altre religioni, alla libera non-fede in alcuna religione; alla diversamente religiosa fede nella laicità.
Passi che le nostre chiese vengano distrutte, che le nostre missioni devastate, che i bambini e le donne e gli uomini a cui si dà accoglienza nelle nostre comunità spariscano l’una dopo l’altra, che rotolino teste in nome di un omicida seriale, un odiatore compulsivo che manco Tarantino… Passi dunque il porgi l’altra guancia ché noi cristiani siamo fatti così.
Siamo diventati così elastici sulle questioni morali. Dunque sto demonio, suvvia, cosa sarà mai. abbiamo dimenticato che oltre al diritto al perdono dei nostri peccati ed alla misericordia per le nostre responsabilità colpose, abbiamo anche dei doveri spirituali da assolvere.
Perché quindi impelagarci in questa cosa così gravida di rogne come dire ‘vade retro demonio jihadista’ – sai mai i nostri fratelli potrebbero offendersi. L’uomo è buono e l’amore trionfa sempre. Eppoi la vita nel mondo è bella – tanto più bella della morte, sebbene ooops sia in realtà proprio quella, la vita eterna, la missione.
E lo so, concetto troppo tetro, la morte, per il fedele contemporaneo. Il quale al contrario ha ben ragione a cercare invece conforto e misericordia e una buona parola per la salvezza terrena – mica quella eterna che, eeeeee prima che arriva!
Intanto che siano assolti i peccati per poter tornare a peccare, e in pace, armonia.
°(ISIS è un gruppo estremista che segue la linea dura dell’ideologia di al-Qaeda e aderisce ai principi dello jihadismo globale -L’ideologia di ISIS trae origine dalla branca dell’islam moderno che mira a ritornare ai primi giorni dell’islam, rifiutando le “innovazioni” più recenti nella religione che sono ritenute responsabili della corruzione del suo spirito originario)
La sera del 29 giugno 2014 l’ISIS ha proclamato la restaurazione del Califfato islamico
Il 25 luglio 2014, viene distrutta a Mossul la Moschea di Giona poiché frequentata anche dai cristiani e definita dallo Stato Islamico “meta di apostasia”
L’ISIS ha inoltre imposto ai cristiani di Mossul di abbandonare la città e di lasciare i propri beni o, in alternativa, di pagare la tassa di protezione, altrimenti sarebbero stati uccisi.
Quelli dell’Isis in Iraq marchiano con questa lettera (la “N” di nazareno un sfregio alla religione cristiana) le case dei cristiani.

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