BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Lug
20

I giovani e il lavoro di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


La Confindustria di Cosenza, tramite il suo presidente Renato Pastore e il direttore generale Sarino Branda, sulla scorta dei dati maturati nel primo trimestre dell’anno in corso, ha scattato una preoccupante foto dell’economia calabrese che il governo Monti – pur condizionato dalla crisi planetaria – non dovrebbe fare a meno di tenere nel dovuto conto. Lungi da chi scrive la voglia di affiancare quanti seguono la moda del piagnisteo sistematico e commiserevole ma – è chiaro – non si può tacere del calo incontrollato del Pil e del lavoro che non c’è e che ha portato letteralmente al lumicino l’economia indigena. Nella sola Calabria (ma la situazione non cambia affatto in nessun altro angolo del Mezzogiorno) la percentuale della disoccupazione rasenta il 20 per cento con 133.000 (a fronte delle 88.000 dello stesso periodo dell’anno precedente) unità in cerca di un posto di lavoro, quale che sia.
Tra di loro, per oltre il 30 per cento, si contano i giovani, tra i 18 e i circa 30 anni, che non hanno mai ricavato un euro dalle loro (sempre respinte) aspirazioni a prestare la propria opera, previo un compenso.
Sempre in materia di lavoro, poi, comincia ad essere davvero allarmante la costante crescita di richieste, da parte delle imprese, di cassa integrazione straordinaria. Il tutto viene spiegato con la crisi del settore dell’edilizia (da solo ha perduto ben 12.000 addetti) che è stato sempre un settore portante dell’economia regionale. Ma bastano le mere, affrettate, spiegazioni? Il buon senso lascia dare risposte negative al legittimo quesito, posto soprattutto dai giovani (ma non solo!) nella remota speranza che, qualcuno, alla fine, lo intenda per davvero.

Media 3.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*