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Feb
27

I miliardi del presidente di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Nel Palazzo, in questi giorni, s’aggira uno spettro: la Finanza Creativa. Più Matteo Renzi le “spara grosse”, più ci torna in mente l’imitazione di Giulio Tremonti fatta da Corrado Guzzanti, in cui l’ex ministro dell’economia dei governi Berlusconi veniva ridicolizzato per quelle a dir poco spregiudicate operazioni di ingegneria contabile – come le cosiddette cartolarizzazioni – con cui cercò di “rattoppare” i disastrati conti dello Stato.

Possiamo anche concedere al neo presidente del Consiglio il beneficio dell’inesperienza (non certo quello dell’ingenuità) ma quando ai microfoni di Ballarò annuncia che per pagare i debiti della pubblica amministrazione alle imprese si possono trovare, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, 60 (sessanta) miliardi di euro in 15 (quindici) giorni, ammetterete che anche il più inguaribile dei sognatori qualche dubbio se lo fa venire. Perché delle due l’una: o riesce a dimostrare che i suoi predecessori erano tutti – nessuno escluso – colossali imbecilli o perfidi congiurati, oppure Matteo Renzi è l’incarnazione di Pinocchio. Nel qual caso a noi resta solo la speranza che il nuovo ministro dell’economia Pier Carlo Padoan faccia la parte di Geppetto e, da buon padre di famiglia, cerchi di portare sulla retta via quel discolo di figliolo.

Ora, c’è solo da aspettare. Quindici giorni passano in fretta. E a quel punto, tra due settimane, sapremo se il nuovo inquilino di Palazzo Chigi è davvero l’Unto del Signore. O un incallito bugiardo come quell’altro.

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