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Ott
19

« I nostalgici del vecchio regime patonziano »

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ispettando sempre, con doverosa educazione l’altrui opinione, mi fa decisamente sorridere i personaggi che difendono strenuamente un ventennio di gabole ammannite da un bravissimo televenditore.
Assomigliano spiccatamente alla famosa difesa di “Paniz et circens” (Dagospia dixit) sulla nipote di Mubarack , non vogliono ammettere che il basso impero è tramontato ; parlarne è solo per non commettere ancora lo stesso sbaglio di sopravvalutazione.
Chi scrive sul vecchio ‘senilpatonza’, non è per accanimento scrittorio, bensì per sottolineare le gabole del passato e le frescacce che di tanto in tanto dice nel presente ; basta vedere cosa succede nel suo apparato di peones.
Credo che questa esternazione su TGcom24 la dica tutta :
“La Santanché tuona : “Pdl, dimettetevi tutti L’apparato è un cancro” e scoppia la polemica” leggi articolo.
Negare l’evidenza dei fatti, o peggio misconoscerla, è decisamente riduttivo per quei poveri neuroni che lottano per capire cosa sia e cosa sta succedendo ;
basta riflettere sulla sua fuoriuscita dalla porta di servizio per avere un idea del personaggio.
Adesso, dalle sue macerie, vediamo solo una manica di tromboni che cercano di accaparrasi un pò di spazio, sventolando le solite ugge di qualunquismo e demagogia ; un vero programma per il paese è ben lungi d’esser elucubrato.
Nel frattempo, assistiamo a tutte le lordure che per anni hanno incancrenito il paese, con le loro ruberie ovviamente bipartisan, rispettando il sacro canone che : “il più pulito ha la rogna”.
Ci rivorrebbe una La Primavera dei popoli, come quella del 1848, ma ormai troppo imborghesiti o peggio impantofolati nel consumismo, se si spera di cambiare qualcosa con le prossime elezioni, non spendo ancora con quale legge, allora ci si merita quello che abbiamo.

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1 commento

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    Gianni Di Quattro scrive:

    decisivo l’intervento della nota statista Daniela Santanchè….. il cui cognome significa santa in che cosa…e a Milano ci sono varie ipotesi e interpretazioni..

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