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Apr
04

« I padri padrone dei partiti »


Ai tempi antichi, quelli che definiscono I Repubblica errando misconoscendo la nostra costituzione, i partiti erano una identità politica ben definita o meglio “in Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del paese, la Destra storica e la Sinistra storica, non erano classificabili come partiti, ma semplici “cartelli” di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee”. (fonte Wikipedia) Questo prosegui sino alla tempesta devastante, che colpì una certa classe politica e partitica per i finanziamenti illeciti, in primis apportare fondi al partito e poi casi di arricchimento personale.
Dal 1994 inizia un’altra fase partitica e politica, alla quale al simbolo viene messo l’imprimatur del nome del “padre padrone”, per tenere in piedi la baracca, visto un certo referendum, si fecero una leggina apposta nomandola “rimborsi elettorali”, un modo più elegante per definire una vera e propria rapina del denaro pubblico.
Ovviamente l’appetito vien mangiando, visti i notevoli importi a qualcuno è venuto in mente di fare la cresta, oppure più prosaicamente disporne a suo piacimento sia personale che del partito.
Le cronache di questi ultimi anni, ci hanno deliziato dei vari personaggi presi con le dita dentro la marmellata, facendo scoprire il giro vorticoso tanto del denaro pubblico quanto quello subdolo del finanziamento illecito.
Quindi dopo vent’anni dal grande repulisti, il polverone è tornato a posarsi e messo opportunamente sotto il tappeto ; ma come al solito il diavolo fa le pentole e non i coperchi ; ed ecco che la magistratura cerca nuovamente di far pulizia.
Ed adesso ancora un “padre padrone”, che voleva far dinastica la successione nel partito, si ritrova con il tesoriere indagato per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato.
E per fortuna che era “Roma ladrona”,dopo la scoperta degli investimenti esteri, la Lega ha dimostrato d’essere pari al modus operandi di tutti i partiti, dalla lottizzazione di poltrone ed incarichi, ed altre amenità tipiche della politica e partiti.
Adesso sarà la giustizia a fare il suo corso, per i vari personaggi coinvolti e d’ogni rango e ceto politico, il vizietto d’essere con la manina lunga li accomuna tutti.
Forse sarà il caso che già dalle prossime amministrative si torni al puro simbolo del partito, di riformare il rimborso elettorale alle effettive spese documentate, visto che c’è lo’obbligo di dare resoconto ai revisori del Parlamento, obbligo della certificazione contabile.
Ma tutto ciò sarà ben difficile che avvenga, troppi eurini ci sono in ballo, poi perdere il titolo di capo sul simbolo sia mai.

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