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Apr
28

I pappagalli del web di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Il web sta diventando sempre più lo specchio della parte peggiore dell’umanità, un’arena dove chi osa esprimere concetti semplicemente sensati viene aggredito, svillaneggiato, offeso, ingiuriato e messo alla berlina se appena si discosta dall’ondata di devastazione qualunquista che sembra pervadere ormai il nostro paese. I fatti, tutti i fatti, devono essere letti ormai, ad ogni costo, in chiave anti-politica e chi non si adegua diventa bersaglio di esagitati armati di ignoranza, di violenza, di superficialità, di stolta aggressività.
L’ultimo esempio è di queste ore. Il sito dell’Ansa riporta la notizia, che anche noi abbiamo fedelmente ripreso, di un uomo che a Pescara, durante una lite in auto con la ex convivente, che l’aveva denunciato anche recentemente per violenze, si cosparge di benzina e si dà fuoco stringendo a sé la figlia, una bambina di 5 anni, con la quale muore nonostante i tentativi – che le procureranno ustioni per tutto il corpo – della donna di strapparla all’atroce fine.
Ebbene, in un batter d’occhio sul sito dell’Ansa piovono commenti che gettano sui “politici” la responsabilità del tragico episodio, definendoli criminali, maledetti; il più tenero lamenta che “non si può lasciare morire così la gente”… E quando un lettore osa scrivere che la politica non c’entra un bel nulla in questo episodio, invitando ad informarsi prima di dar giudizi, viene immediatamente investito dalle contumelie dei forsennati. La più gentile gli arriva da una signorina che correda il suo pensiero con una foto scosciata: non sapendo come replicare, prima gli dice “beato te che sai distinguere quando il male arriva dalla testa di un uomo prossimo alla separazione e quando, invece, è a causa dei nostri politici”, poi lo rimprovera perché “è una stronzata scrivere i commenti con i caratteri maiuscoli”.
L’ignoranza diffusa ha la sua responsabilità, ma c’è da chiedersi quanta ne abbiano quelle trasmissioni che quasi tutte le reti televisive mandano in onda ogni giorno dando sfogo senza filtri alla cosiddetta “piazza” e alle violenze verbali senza contraddittorio del comico arruffapopolo Beppe Grillo, autorizzando così chi le ascolta a ripeterle per imitazione. Trasformando gli italiani in un popolo di pappagalli.

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