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Gen
16

I polli di Renzi di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Come se non bastassero le innumerevoli figure da “capponi di Renzo” inanellate in questi anni e anche in questi ultimi mesi, la sinistra ha deciso di aprire al proprio interno un altro fronte di polemica: il neosegretario del Pd deve o non deve incontrare il Caimano? Deve o non deve cercare un accordo col Cavaliere sulle riforme, in primis sulla legge elettorale?
L’ala democratica uscita sconfitta dalle primarie è categorica: mai venire a patti col Diavolo. La diffidenza, intendiamoci, è più che giustificata. Basta ricordare tutte le promesse mai mantenute e tutte le volte che l’uomo di Arcore ha buttato all’aria tavoli di trattativa, a cominciare dalla famosa (o famigerata) Bicamerale con Massimo D’Alema. Tanto è vero che in rete si leggono commenti del genere: “Mi sa che Renzi corre lo stesso rischio di Veltroni: riabilitare il Cavaliere”. Oppure: “Renzi, fidarsi di Berlusconi è come chiedere a Cappuccetto Rosso di fidarsi del Lupo”. C’è, poi, chi la butta proprio sul personale: “Ti prego Matteo, un accordo con Forza Italia va bene. Ma con Berlusconi in persona, no”.
Comprensibile. Ma la politica, qui in Italia, ce la siamo costruita così. La questione morale è un optional. Renzi, dicono, non deve incontrare un pregiudicato. Bellissimo a dirsi. Ma non è colpa di Renzi se il Cavaliere ha preso (e continua a prendere, secondo i sondaggi) milioni di voti. E non è colpa sua se deputati e senatori di Forza Italia (un terzo del Parlamento) ripete a ogni piè sospinto che il loro solo e unico leader è Berlusconi. Pensateci bene: se valesse questa regola, bisognerebbe anche evitare come la peste Beppe Grillo, il quale – tecnicamente pregiudicato anche lui – continua a essere osannato e venerato dai suoi pentastellati (altro terzo del Parlamento).
Concordiamo: è triste e sconcertante. Ma se un leader politico che intende muoversi per il bene del Paese decidesse di confrontarsi solo con chi, alla Camera o al Senato, ha la fedina penale immacolata o non ha scheletri nell’armadio correrebbe il rischio di fare un meraviglioso soliloquio davanti allo specchio.

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