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Dic
16

Il bandito e l’autovelox (o le multe in generale)


Ho voluto parafrasare il titolo della canzone di De Gregori per raccontarvi un pò il brigantaggio, o il dazio del 21 secolo. Come si può leggere su tutti i giornali ma anche dai bilanci pubblici dei comuni, la voce multe, contravvenzioni è costantemente citata a bilancio come una sorta di guadagno che i comuni fanno ogni anno come se vendessero un servizio. In realtà, anche se prevedibile, la voce non dovrebbe neanche essere citata dal momento che le multe al codice della strada potrebbero, per esempio, dimezzarsi per un migliore utilizzo della propria auto, magari utilizzando la bicicletta o il mezzo pubblico, tagliando di fatto i “viveri” ai comuni.
Infatti per non far calare questo dato, che aumenta di anno in anno, nell’ultimo decennio si sono viste aumentare nelle strade postazioni di rilevazione di velocità (autovelox), accessi alle zone blu (diventando zone proibite), ausiliari del traffico, deleghe varie a figure non autorizzate per elevare verbali. Nei secoli scorsi il passaggio da un territorio all’altro, il varco delle mura a protezione delle città, veniva riscosse dalle autorità oppure da banditi e briganti che interdicevano il cammino in cambio di soldi o più comunemente generi di prima necessità. Memorabile al ricordo è la scena di Troisi e Benigni alla frontiera dove il solo passare dalla linea di confine costava “un fiorino!”. Personalmente credo che strumenti più vigliacchi e truffaldini non ci possano essere in quanto la necessità (non sempre giusta) di utilizzare un mezzo di trasporto (auto, moto, scooter, mezzi da lavoro) fa si che l’automobilista, una volta in strada, entri in una sorta di “ginepraio” dal quale esce (se va bene) con minimo una multa di 38 euro. E’ oramai tale l’assuefazione alla “multa” che la maggior parte dei cittadini “paga e sta zitto” senza controbattere, senza chiedere giustizia. E si badi, non sto istigando a commettere infrazioni anzi, sulla strada ci sono tante di quelle infrazioni dinamiche (quelle prese sul posto) che servirebbero veramente a fare un bel lavoro di prevenzione, fermando, controllando e istruendo la gente con il contatto umano e non contro una telecamera o un autovelox. L’uso del telefonino è talmente radicato nell’automobilista che ci potremmo veramente fare una campagna di prevenzione ma anche di “repressione”. Ma ai comuni questo non interessa, perchè porta poca acqua al mulino. Che senso ha avere una postazione fissa di rilevazione velocità conosciuta da molti, segnalata anche sui navigatori, con il solo scopo di far rallentare le autovetture in 20 metri di strada? Che senso hanno i limiti attuali di velocità, ad esempio? Passi i 130 km/h in autostrada a due corsie (nelle altre potrebbe essere di più) ma i 45 km/h per i ciclomotori cc, i 50 km/h nelle strade di scorrimento veloce, i 90 km/h nelle strade di grande comunicazione? Per non parlare della miriade di cartelli disseminati con le variazioni più assurde, anche in autostrada dove passi dai 130 agli 80 ai 40 a volte per lavori o per curve “pericolose”, o raccordi immensi. Ma come recita l’adagio del pescatore “nel torbo si pesca meglio” e allora perché non creare un Golgota dove far perdere gli automobilisti e tassarli ulteriormente? Scusate nello scrivere mi sono dimenticato di una perla dell’allora candidato sindaco Renzi: “il comune non è un multificio!”…
Se non è un multificio, allora cosa è?!?!?!?!?!?!?!?

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