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Dic
08

Il bastone e la carota


Ho sempre cercato di studiare le masse popolari, quelle che danno i consensi elettorali, sui personaggi televisivi, sui film, su quello che guardano alla televisione e quant’altro. Devo dire che a 46 anni non guardo la televisione dal 2002 (tg, talk show, talent show, approfondimenti) ne leggo i giornali, ma cerco le notizie in questo fantastico mondo che è internet. Lo so che a molti di voi fregherà il giusto del mio tempo libero, ma studiando un pò la storia (cosa che dovrebbero fare tutti) ho visto come i popoli (il popolo italiano nello specifico) sia affetto dalla sindrome del bastone e della carota. Nel 1922 quando Mussolini prese il potere bastarono pochi mesi per far riempire le piazze di gente festante con il labaro tricolore in mano ad inneggiare quello che che li a vent’anni sarebbe stato il leader indiscusso della storia italiana. Mussolini e non il fascismo, aveva creato nella massa popolare quel sentimento di italianeità lacerato dalla prima guerra mondiale e fortemente ripreso dando nuovi stimoli ed impulsi per essere italiani. Le voci che giungono a noi del ventennio non sono idilliache ma la maggioranza silente (che sta via via scomparendo) ne ha un bel ricordo. Silvio Berlusconi (e con lui tutti i politici) non ha studiato la storia. La può avere studiata sicuramente, ma l’ha ignorata nell’analisi, almeno quella politica, perchè in quella commerciale è stato il numero uno. Berlusconi allo stato attuale dei provvedimenti presi dal nuovo governo Monti, dovrebbe mangiarsi le mani e riflettere. Lui e la sua armata Brancaleone avevano la possibilità di cambiare il paese perchè era quello che il popolo votante si aspettava. Badate bene, Silvio Berlusconi non è stato eletto solo con i voti della destra liberale, ma anche con quelli di una sinistra furba che non credeva più nei propri leader. A conti fatti ha sempre avuto una maggioranza popolare ben oltre quella descritta dai vari giornali, Santoro, Travaglio & C. Quella è sempre stata una fetta minore con l’unico potere di fare un gran baccano. Ma l’italiano voleva le riforme liberali, voleva una nuova giustizia, voleva meno tasse, voleva meno parole e più fatti. E poco importava delle orge Arcoresche, andavano bene anche quelle perchè se non altro avevamo un presidente “trombante” specchio di tutti noi maschi latini. E oggi che cosa abbiamo? Un popolo silente e scontento, deluso da Berlusconi stesso e deluso dal governo che non lo rappresenta, che ha la faccia di un professore con modi gentili ed educati ma sessualmente meglio dotato, vista anche la portata della manovra. Eppure oggi tutti gli ipocriti stanno zitti: persino Benigni si è trovato disoccupato senza il suo Silvio. E’ questa l’italia che avevi quando hai deciso di scendere in campo ed è questa l’italia che dovevi accettare con tutte le sue contraddizioni ma che potevi benissimo governare senza perderti dietro le varie lobbies che ti hanno portato a dimetterti. Oggi stanno zitti tutti, anche i dipendenti statali, il ceto medio, i sindacati, i comunisti che ne avrebbero ben donde per contestare una manovra iniqua. La manovra di Monti detta anche Vasellinaless, è stata accettata da un popolo (parte di esso) che fino ad un mese fa ti avrebbe appeso per i piedi e che oggi quasi ti rimpiange con la famosa frase “si stava meglio quando si stava peggio”. La debolezza della politica tutta sta nel loro silenzio ad accettare un governo che faccia il lavoro sporco e stupri gli italiani ormai inebetiti da tutto e da tutti. Non è vero che gli italiani non incasseranno il colpo: tra un mese è Natale e tutti avremo un pò meno roba nel piatto ma tanto vi convinceranno che siamo un popolo di obesi e che fa bene mangiare meno. Per quanto mi riguarda io mangerò per quanto mi va, anche una carota se necessario, ma accanto a me avrò il bastone.

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