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Apr
27

Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Ora che Enrico Letta ha “apparecchiato” il tavolo del governo, si tratta solo di capire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Per il Pd (o meglio per una parte dei suoi elettori e in generale degli elettori di centrosinistra) appare mezzo vuoto. Quell’Angelino Alfano (fedele scudiero del Cavaliere) a fare non solo da vice-presidente ma anche da ministro dell’Interno non è facile da digerire. Ma, visti i nomi che circolavano – da Brunetta alla Gelmini, da Romani a Schifani – poteva decisamente andare peggio.
Per il Pdl, invece (e soprattutto per il padrone e per il suo elettorato che comunque vota e voterà Berlusconi “a prescindere”, come direbbe Totò), il bicchiere appare mezzo pieno (e fors’anche un po’ di più). Il Partito Democratico, l’avversario di sempre, s’è dovuto per forza di cose rifugiare nelle seconde file, abbandonando i nomi più “pesanti” apparsi nel toto-ministri dei giorni passati.
Ma la cosa decisiva, a questo punto, è secondo noi andare a scoprire quale bevanda sta dentro al bicchiere, sia mezzo pieno che mezzo vuoto. Perché se quella bevanda è un dolce cocktail fatto di tagli alla casta, riduzione di tasse, soldi alle imprese in agonia e ai lavoratori disperati, allora state certi che al prossimo “giro di ruota” gli italiani ne vorranno bere ancora. Se, al contrario, dentro al bicchiere ci sarà il solito cocktail fatto di balletti e rinvii, di riforme annunciate e mai attuate e di privilegi di casta che cacciati dalla porta rientrano dalla finestra, allora gli italiani al primo sorso sputeranno. E probabilmente sparecchieranno la tavola prima ancora che il pranzo cominci.

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