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Feb
05

Il brutto stil novo


Era da tanto che non mi recavo nel centro di Firenze per una passeggiata serale in rimembranza a quando da giovani ci si andava spesso come punto di arrivo. Mi dispiace ammetterlo ma da diversi anni considero il centro di Firenze come un luogo sciatto, disordinato, in qualche angolo anche maleodorante, e comunque brutto rispetto alle magnificenze che sovrastano il piano stradale. I fiorentini sono veramente un popolo strano, sicuramente non meritevole del dono fattogli dalla storia e dalle personalità che si sono succedute in questa città. Firenze oggi è una via vuota, con un sacco di saracinesche chiuse e imbrattate ed un cartello con la scritta Vendesi o Affittasi. Le “botteghe” storiche, quelle che hanno retto, fanno da tappezzeria a muri imbrattati a marciapiedi sporchi, oppure incastonate tra un Phone Center o un supermercato multietnico oppure a un “tutto a 0.99″. Le pedonalizzazione tanto sbandierata dal sindaco ha fatto si che il centro prendesse nuovo ossigeno e nuova libertà dagli autoveicoli, ma in realtà ha semplicemente impedito l’accesso ai fiorentini i quali preferiscono i supermercati di periferia. Il turismo delle macchine fotografiche e della bella gente è stato sostituito da persone che poco hanno a che fare con la città, ma bensì parassiti pronti a dormire sotto il primo portico utile, a urinare al primo angolo, elemosinando a destra e a manca all’ignaro turista che ancora si chiede chi siano veramente i fiorentini. Una volta per strada trovavi i vecchi un pò “bocioni” che si raccontavano storie passate e vissute, storie che riguardavano la città, come le abitudini di andare dal “macellaro” , “daì pizzicagnolo” o “daì vinaino” a prendere il necessario per il pranzo o per la cena. E noi di periferia si andava in centro a mangiare il gelato oppure al cinema, passeggiando per via Calzaiuoli o sostando in Piazza della Repubblica, magari sognando davanti a qualche vetrina di via Tornabuoni. Ieri sera, in una fredda sera di Febbraio, tutte quelle immagini sono state sostituite dal grigio di una città vuota, sovrastata dalla sua stessa storia che la guarda dall’alto dei suoi monumenti, impotenti nel fermare questo lento declino ma orgogliosi di essere ancora loro i protagonisti della città. Oggi dal centro di Firenze si scappa, si fugge, cercando di ricordare i tempi che furono e non chiedendosi neanche come si possa essere arrivati a tutto questo. Firenze per i fiorentini è come una bella macchina tenuta in garage: si sa di averla ma non si va mai a guardarla per metterla in moto o pulirla. E’ li, e agli amici si ostentano le foto passate, ma non si scende mai a guardarla, perchè forse in cuor nostro già sappiamo di essere stati dei cattivi e menefreghisti proprietari.

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