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Apr
26

Il buon Frankenstein di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Non abbiamo personalmente grande simpatia per il politico Beppe Grillo (ci piace molto di più il comico Beppe Grillo, del quale ricordiamo divertentissime e sferzanti performance satiriche negli show tv). E tantomeno abbiamo grande simpatia per il suo socio-guru Gianroberto Casaleggio, il quale – sfuggendo come la peste ogni forma di trasparenza – continua ancora ad apparire ai nostri occhi una sorta di incrocio tra monsignor Milingo e Rasputin.
Grillo ha definito il nascituro governo come una “ammucchiata degna del miglior bunga-bunga”. Ora, a parte ogni considerazione sul suo consueto linguaggio soft, è indubbio che – agli occhi di gran parte degli elettori – questo governo, almeno a leggere il totoministri dei giornali, potrà sembrare una creatura del dottor Frankenstein: un “qualcosa” che abbia lo spirito aggressivo di Renato Brunetta (inversamente proporzionale alla sua statura), il rancoroso ghigno di Massimo D’Alema, lo sguardo malinconico di Mario Monti, gli ingannevoli sorrisi di Paolo Romani (quinta colonna di Mediaset) e, visto che non si possono usare quelli “restaurati” di Berlusconi, i capelli rossi di Michela Brambilla.
I nomi, poi, potranno probabilmente essere diversi, ma sta di fatto che Il dottor Letta- Frankenstein, con l’approvazione e l’assistenza del suo supervisore Igor-Napolitano, si accinge a mettere insieme tutti i pezzi di questi corpi diversi. Nel nobile tentativo di dare vita a una creatura, seppur in partenza mostruosa, capace di dare agli uomini (nel nostro caso agli italiani) una speranza di futuro e di salvezza. Che Dio ce la mandi buona!

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1 commento

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    Royal M. Greer scrive:

    Senza un cambiamento democratico l’Italia è condannata. Questi se ne devono andare. Se non sarà il M5S con le buone, arriverà qualcuno che lo farà con le cattive. Il M5S in fondo è la loro assicurazione sulla vita. Questa classe politica ha distrutto il Paese e ora ha la faccia di bronzo di proporsi come la cura. Gente come Monti, l’ex consulente di Cirino Pomicino allora ministro del Tesoro fece esplodere il debito pubblico, come Bersani che ha governato con il centro sinistra per dieci degli ultimi vent’anni il Paese, come il mentitore professionale Berlusconi, come Napolitano che denuncia i guasti della politica della quale vive dagli anni 50. Se ne devono andare con i loro giornali, i loro servi delle televisioni. L’anticipo elezioni consente a Napolitano di scegliere il prossimo presidente del Consiglio, lui vuole Monti e Monti sarà. E’ un altro colpetto di Stato. Se le elezioni si fossero tenute ad aprile il prossimo presidente del Consiglio sarebbe stato nominato dal nuovo presidente della Repubblica eletto con i voti del M5S e allora addio Monti, Merkel, BCE. Dopo più di un anno Rigor Montis ha tradito ogni promessa, il debito pubblico è aumentato di 100 miliardi nonostante nuove tasse, disoccupazione mai vista dal dopoguerra, prodotto industriale in picchiata. Monti ha fallito e deve togliere il disturbo insieme ai suoi sostenitori di Pdl, Pd e Udc che hanno votato qualunque infamia nel 2012.

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