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Ago
25

Il caso dei marò è semplice di Franco Marino

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Indipendentemente dal fatto se i Marò siano colpevoli o meno, esiste un trattato che è il seguente; gli appartenenti a corpi militari, se commettono reati in paesi diversi da quello d’origine, vanno processati nel loro paese d’origine, salvo che non sussista uno stato di guerra (e non mi risulta che ci sia uno stato di guerra in atto tra Italia e India).
Morale della favola?
L’India si è messa nel culo i trattati e sta trattenendo da due anni e mezzo *ILLEGALMENTE* due cittadini che DEVONO essere processati in Italia.
Ma l’Italia oggi è piccola e non può far valere le sue ragioni contro un gigante come quello indiano.
Un’Italia invece protagonista nel Mediterraneo, con un impero italiano, quindi con abitanti italiani, quindi capace di muovere molti più soldi, potrebbe esercitare molta più pressione dell’inesistente pressione che esercitiamo ora.
Ecco perché rimpiango l’assenza di un Grande paese.
Accetto anche l’ipotesi che l’Europa intesa come nazione possa risolvere la cosa compattandosi e ricattando l’India.
Ma il senso è questo appunto: una grande nazione serve.
E l’Europa ora non è niente di tutto questo.

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