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Gen
03

Il catenaccio di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


A Beppe Grillo, a Renato Brunetta e al duo leghista Maroni-Salvini il panettone di San Silvestro sarà andato per traverso. Avevano invitato gli italiani a spegnere la tv alle 20,30 del 31 dicembre, quando parlava Giorgio Napolitano per il suo appello di fine anno, l’ottavo da presidente della Repubblica, il primo dopo la rielezione al Quirinale. Ebbene, quel discorso ha, come si dice, sbancato l’Auditel, cioè ha ottenuto un numero record di ascoltatori, del 12% superiore a quello dell’anno precedente.
Evidentemente il flop ha messo in allarme i sullodati signori, tant’è che di fronte a un altro messaggio – quello lanciato poche ore più tardi dal neo segretario del Pd Matteo Renzi con l’invito a tutte le forze politiche a pronunciarsi sulle tre proposte di legge elettorale possibili scegliendone una su cui lavorare di comune accordo – hanno scelto una via più prudente: la Lega ha dovuto dire “parliamone” e Berlusconi ha fatto altrettanto.
E Grillo? Ha scelto, come si dice in gergo calcistico, il “catenaccio”. Ha mandato via mail la seguente direttiva a tutti i parlamentari cinquestelle: “Nessuno replichi all’intervento di Matteo Renzi sulla legge elettorale”. Censura? Per carità! E’ solo una nuova versione del legittimo impedimento.

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