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Feb
08

Il Cavaliere pentito di Stefano Clerici

Ora di Punta


Arieccolo. Il Cavaliere ci ha ripensato. Dopo aver obbligato il prode Matteo Renzi e gran parte del Pd a ingoiare il rospo delle liste bloccate con la minaccia di far saltare altrimenti il tavolo delle riforme, ecco che intervenendo via telefono a una manifestazione elettorale in Sardegna (dove il prossimo 16 febbraio si vota per le regionali) Berlusconi s’è scagliato contro il suo “Porcellum” e ha sparato a zero sulla liste bloccate. Ha detto, udite udite: “Avevamo perso il rapporto con le persone e in Parlamento c’erano i nominati. Questo fatto ha prodotto che i parlamentari non dovevano tornare a casa e occuparsi dei problemi locali e occuparsi degli amici che dovevano votarli la prossima volta. E questo ha fatto perdere il contatto con i cittadini. Ci siamo sclerotizzati, chiusi in noi stessi”. Non c’è niente da fare. Giovane o meno giovane, con cerone o senza cerone, truccato o al naturale, il Cavaliere è sempre lui, sempre lo stesso: uno da cui non bisognerebbe comprare mai neppure un auto usata. Un politico totalmente inaffidabile.
Come ovvio, la giravolta del leader di Forza Italia ha fatto fare un salto di gioia a tutti coloro che quel rospo non sono mai riusciti a mandarlo giù. “La clamorosa autocritica di Berlusconi – ha commentato Alfredo D’Attorre, deputato della minoranza Pd – è un’ottima notizia. A questo punto, se le parole hanno un senso, immagino che finalmente non ci saranno più ostacoli a cancellare le liste bloccate dall’Italicum e a restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari.”
Caro Matteo, hai visto con che gente ti sei messo in testa di “cambiare verso” all’Italia? Ora, dacci retta, cogli l’occasione, chiama il Cavaliere Pentito e metti nero su bianco questa inattesa folgorazione sulla via delle preferenza. Altrimenti sarà Beppe Grillo a cambiare verso a questo paese. Il verso e i connotati.

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