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Feb
24

Il chiagne e fotte della FIAT.


Mentre ce la si mena su –quisquilie e pinzillacchere-, dal festival di San Remo più o meno taroccato, la sceneggiata Santoro/Travaglio a paginate anche sul Corriere dei Piccoli ; e poi quello del mondo dello sport, in particolare il calcio, nell’assistere al guitto che ogni volta ci regala le sue performance.
Ma nel frattempo, stiamo assistendo all’ennesimo -assassinio- della nostra industria, grazie alla pavidità del governo, la ditta privata con i soldi pubblici alias FIAT, chiude stabilimenti e manda in casa integrazione migliaia di lavoratori dalle tute blu ai colletti bianchi. Ma lo sfregio a questa situazione, è quello che si legge di dividendi pagati invece di ricapitalizzare, stipendi faraonici ai magnifici due Montezemolo & Marpionne, circa 10 milioni di euro ! bastevoli per pagare lo stipendio a oltre 3.000 operai in un anno !
E poi quella storiella della -scomparsa- dei capitali portati dai gnomi svizzeri ? oltre un miliardo mica bruscolini, da risanare abbondantemente Termini Imerese ed anche qualche altra cosetta ; ma forse la cosa non interessa molto nei palazzi del potere.
Poi vedere i soldoni che spendono per la squadra di calcio, con quello che sta succedendo, è un vero e proprio schiaffo alla miseria, migliaia di operai che non sapranno come arrivare alla fine del mese, non hanno peso ; perché tanto ci penserà lo stato a toglierli questo ingombro.
Se il luminare della FIAT, vuol delocalizzare la produzione, lo faccia pure ma ogni auto prodotta all’estero che torna in Italia, applicare una tassa d’importazione apri al 30% del suo prezzo di listino, troppo facile chiagnere e fottere tanto gli operai che l’opinione pubblica.
Ma come sempre ci credo sempre meno che qualcuno sia capace di farlo.

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2 commenti

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    Alberico da Modena scrive:

    Un post stupendo, nient’altro d’aggiungere

  2. Avatar
    Sallustri Renato scrive:

    Gli Agnelli hanno pensato solo agli affari propri farsi i tesoretti all’estero, della gente che resta senza lavoro o va in cassa integrazionenon è un loro problema tanto ci pensa lo stato.

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