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Dic
12

Il colore dei soldi


Renzi è tornato a far parlare di se dopo una decina di giorni dalla fine delle primarie. Lo ha fatto contestualmente a Silvio Berlusconi rispondendo allo stesso Cavaliere che gli ha aperto una porta nel PDL.
Caro Presidente Berlusconi, te l’ho già detto due volte di persona. Le cose si possono comprare, le persone no. Non tutte almeno. Io no. Se hai lasciato le porte aperte per me, accetta un consiglio: chiudile! Non servono. Ciao
Questa è la risposta del giovane sindaco al Cavaliere. Nella sostanza una risposta un pò populista e ingenua (sperando l’abbia scritta lui) perchè sarà lo stesso Renzi a fissare il prezzo. Ma non con Berlusconi o col PDL, ma con chi si stà apprestando ad entrare in politica e lo fa con un giovane sulla carta “vincente” che ha dalla sua il gradimento ipotetico di 1.110.000 italiani. Non sono molti per la verità ma abbastanza sufficienti per partire da un buon 5-6% di base per mettersi giusto a sedere. La chiusura al Cavaliere però implica l’apertura ad altri se è vero, come affermato dallo stesso Renzi, che non accetterà poltrone o prebende nel futuro governo capeggiato da Bersani. Come si sà la costellazione dei se e dei ma in politica è sempre molto luminosa, ma i vari incontri che hanno preceduto la battaglia elettorale delle primarie hanno fatto sondare il terreno a Renzi che si è guardato intorno ad iniziare dalla famosa cena milanese con industriali vari. Quindi la sua affermazione che le persone non si possono comprare risulta quanto mai poco veritiera sulla carta in quanto Renzi sta solo cercando di alzare il prezzo. Giusto o sbagliato che sia starà poi all’elettore futuro decidere se le scelte fatte sono coerenti con il personaggio o meno. La carriera di Renzi è sempre stata costellata da offerte e porte più o meno aperte e di questo non fa di lui ne un demone ne un angelo, ma solo un “cavalcatore” della scarsa politica che si attua nella stanza dei bottoni. Ognuno di noi ha un prezzo, che ci piaccia o no, ad iniziare dagli scambi di favori che cerchiamo di fare ed avere ogni giorno nel nostro piccolo. Figuriamoci in politica!

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