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Gen
08

Il confine tra civiltà e barbarie di Raffaele Ciccarelli


ORA DI PUNTA


Tra i tanti atti vili che possono essere perpetrati contro la libertà, quello compiuto a Parigi contro “Charlie Hebdo” per far tacere con la forza le voci di quella stessa libertà, è il più odioso ed anche il più pericoloso. Da sempre, quando un potere oscuro o un regime ha cercato il modo di dominare, ha tentato di inaridire le fonti di informazione e di cultura, conscio che quelli rappresentano i primi baluardi da abbattere per annichilire e sottomettere un popolo, perché non esiste probabilmente libertà più pura e forte della conoscenza e dell’informazione, veri simboli di democrazia.

Gli esempi partono dalla storia per arrivare all’attualità, basti ricordare ciò che hanno fatto il nazismo ed il fascismo, l’informazione distorta che forniva il regime dei Generali in Argentina, la mancanza di informazioni dall’Urss quando era sotto il giogo dell'”orso” sovietico, fino all’attuale censura cinese. Questi attentati alla libertà di stampa e di informazione, però, dimostrano solo la debolezza di coloro che vogliono tacitarla: oggi i mezzi di informazione sono tanti e diffusi, tra internet e social network è impossibile mettere il bavaglio a chi ha voce per gridare il proprio dissenso, la “Primavera Araba” con le mobilitazioni di massa nelle piazze ne è un valido esempio.

Oggi, sgomenti, siamo qui a piangere la morte di dodici persone colpevoli solo di manifestare liberamente le loro idee, uomini e donne che, pur sapendo di rischiare la vita contro la follia umana, non si sono lasciati intimidire, sacrificando la vita stessa per difendere i loro ideali e i diritti dei loro lettori. Li piangiamo, ma al contempo ne dobbiamo trarre forza per far sentire sempre più forte il nostro grido, ora di dolore, ma domani pronto a continuare a elevarsi per tenere desta la coscienza delle masse, per garantire sempre la libertà. La punta di un fucile e quella di una matita rappresentano il sottile, impalpabile, confine tra civiltà e barbarie: la seconda, oggi, ha prevalso con il suo messaggio di morte, ma la prima deve reagire, può reagire, perché la civiltà alla fine deve vincere.

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