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Dic
07

Il detentore del titolo di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Dunque, il Cavaliere si rimette l’armatura, sfodera di nuovo lo spadone e imbraccia la lancia. Dice che glielo chiedono a furor di popolo, dice di essere “assediato” da quanti implorano il suo ritorno in campo. Perciò, come novello Don Chisciotte, ha deciso di sfidare il presidente del consiglio Mario Monti, uscendo ufficialmente da quella “strana maggioranza” che ha fin qui consentito al governo di questo paese di navigare in un mare non certo tranquillo, ma sicuramente meno tempestoso di quello in cui lo stesso Cavaliere ci aveva sprofondato.
E’ stato un parto doloroso e lungo. Ma quel che più intristisce è vedere quegli scudieri che – accarezzati da un sussulto di dignità – avevano invano tentato di far ragionare il loro padrone, tornare invece quasi tutti a far la parte di Sancho Panza. A cominciare proprio da Angelino Alfano. Il quale, dopo essersi battuto come un leone (si fa per dire) per le primarie, appena il Capo ha aperto bocca, s’è immediatamente trasformato in docile gattino, affermando sorridente davanti ai microfoni che, alla fin fine, Berlusconi è “il detentore del titolo” e come tale ha il diritto di difenderlo nella prossima competizione elettorale.
Uno spettacolo desolante. Attenuato dal gesto compiuto da Guido Crosetto, deputato pdl il quale, quasi con le lacrime agli occhi, ha abbandonato gli studi de La7 dove partecipava a una trasmissione perché, dopo la sortita berlusconiana, non se la sentiva di stare lì “senza poter dir nulla”.
Onore a Crosetto, pietà per Alfano e oblio per il Cavaliere e i suoi Sancho Panza.

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