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Lug
26

Il doppio labirinto di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Oltre all’aleggiare confuso della minaccia delle elezioni anticipate che attraversa gli schieramenti, la cosa più singolare e sciagurata è questo voto di Lega e berlusconiani su presidenzialismo e Senato “federale”. Prova generale di possibile ripresa di rapporti di collaborazione prossima ventura. Una forzatura grave se non una provocazione mentre langue senza progresso alcuno la riforma del porcellum, che nessuno dice più di volere, ma che in tanti potrebbero far finta di subire, Grillo compreso.
Comincia da qui il labirinto della nostra politica che si sviluppa nei meandri dei calcoli di convenienza di eventuali elezioni anticipate, della possibilità di mutare atteggiamento verso Monti, di accelerarne l’uscita di scena per rimettere il paese interamente nelle mani dei professionisti della politica, direttamente investiti da un nuovo consenso elettorale.
C’è molta miopia e incoscienza in questo atteggiamento destinato ad impedire ogni possibile uscita dal labirinto della nostra precaria e confusa condizione politica. Si ignora infatti il dato di fondo che è rappresentato pur sempre da oltre un 50% di disinteressati al voto, espressione del distacco crescente dei cittadini elettori da questa politica e da questi partiti. La prova di responsabilità, sia pure a corrente variabile dimostrata nei confronti del governo Monti, rischia di fatti di essere sprecata con gravi conseguenze sul piano europeo e internazionale.
Siamo in mezzo ad una bufera economica e finanziaria che aggiunge costi e rischi per il paese. È questo il secondo elemento del labirinto in cui siamo immersi, con risposte che non possono venire solo dall’Italia ma vanno promosse con la massima sollecitudine dalla Europa intera a cominciare da un diverso atteggiamento della Germania. Il rigore da solo non paga e le decisioni pur giuste e dolorose compiute dal governo Monti ne sono la prova: serve ingranare decisamente la marcia verso l’integrazione e l’unità politica dell’Europa che costringa i mercati e gli speculatori a prendere atto di una compattezza e di una solidarietà convinta dell’Europa nella sua interezza.
Ci vuole insomma una coraggiosa prova di verità e raccontare ai cittadini italiani ed europei i termini reali dei problemi e della situazione, per sollecitare al tempo stesso una prova di fiducia e di coraggio, la sola che può fare davvero scudo contro lo spread e consenta di far fronte costruttivamente a tutte le prove necessarie per uscire dal labirinto in cui rischiamo altrimenti di rimanere invischiati.

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