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Feb
16

IL FILOSOFO E LA TELEVISIONE

dallarete01


È un intellettuale famoso. Un filosofo. Sempre in televisione. Con quella barba che gli nasconde la bocca, con quegli occhi piccoli e luccicanti, con quelle sopracciglia spioventi, piace alle donne. Sua moglie è gelosa. Gli rimprovera di essere ospite quasi fisso del programma di una giornalista che si vede bene quanto spasimi per lui e gli faccia gli occhi dolci senza pudore, tanto che il regista l’inquadra con malizia dispettosa. La moglie gelosa sospetta la tresca. Lui nega. Litigano spesso. Si dice che lui qualche notte l’abbia passata su una brandina nel retro dello studio televisivo. Per non dover di continuo andare avanti e indietro un giorno sì e uno no, spiega alla moglie poco convinta.

Il filosofo che va spesso in televisione non guarda mai la televisione. Non ce l’ha. Ogni anno manda una raccomandata alla Rai per ricordare alla Rai che lui non ha la televisione e quindi non è tenuto a pagare il canone. La raccomandata gli costa sei euro e 95 centesimi e un’ora di fila allo sportello. Nessuno la fa passare avanti perché i vecchi in coda per la pensione non sanno chi lui sia. Non guardano la trasmissione con gli scambi di tenerezze fra lui e la conduttrice. E anche se lo sapessero se ne fregherebbero.
Non sono passati molti giorni da quando il filosofo ha spedito la raccomandata che suonano la sua porta. È solo in casa. Sua moglie è fuori per shopping. Sono ispettori della Rai. Gli chiedono se ha il televisore. Lui nega. Non gli credono, vogliono vedere. Lui risponde: ce l’avete il mandato? Guardi che qui non siamo in un telefilm, ci faccia passare. Dopo aver udito quelle parole, sono sempre più convinti che lui la televisione ce l’abbia e guardi parecchi telefilm americani. Se no, non se ne sarebbe venuto fuori con quella frase fatta da criminale incallito. Professore, abbia pazienza ci faccia controllare. E gli fanno vedere un foglio che li autorizza. Il filosofo, che ha la combustione rapida, riesce a trattenersi a stento, ma deve. Teme che ci siano dei cameraman e dei telecronisti appostati.

Gli ispettori della Rai perquisiscono la casa con meticolosità e alla fine qualcosa trovano. Un piccolo televisore Brionvega nascosto sotto il letto matrimoniale. E proprio dalla parte dove dorme lui. E questo? Mai visto. Verbale. Multa. Per pagarla dovrà fare un’altra coda all’ufficio postale. La notizia finisce sui giornali: famoso filosofo di sinistra guardava la televisione di nascosto senza pagare il canone. Il cannoniere capo del governo spara una bordata delle sue: basta con questi intellettuali plurilaureati e moralisti che mentono al popolo e fanno l’amore in tivù a spese degli italiani. Tutti ne parlano. Sui social impazzano i fotomontaggi e le contumelie. La Rai richiama in servizio Pippo Baudo per uno speciale sulla resurrezione della tivù e sulla morte degli intellettuali engagés. Bruno Vespa dedica al fatto una puntata di Porta a Porta con un plastico dell’interno della casa del filosofo mendace e un ingrandimento della camera in cui è stato scoperto il televisore nascosto sotto il letto, sulle prime scambiato per un pitale design.

Il filosofo partecipa a una puntata del talk show della giornalista infatuata della sua barba e della sua oscura terminologia in tedesco per rivelare che a mettere il Brionvega sotto il letto è stata la moglie. Lo hanno accertato i carabinieri scientifici del Ris dalle ditate lasciate sul reperto. Poi la moglie ha telefonato alla Rai per incastrare il presunto fedifrago. La signora, invitata a raccontare la sua verità in una trasmissione Rai, sbatte gli occhioni adorni di ciglia posticce all’indirizzo del conduttore, un bell’uomo con i capelli pepe e sale, ammette la spiata.

Il capocannoniere del governo, che vive di Nutella e tv, tuona di nuovo: basta con gli amorazzi goldoniani in tivù a spese degli italiani. I telegiornali fanno eco alle sue intimazioni. Negli uffici della Rai si fregano le mani. Anche questa è andata. Bisogna inventarsi qualcos’altro per tenere alto lo share. Un direttore di rete propone di riesumare Peppino di Capri per tenersi buono il Sud. Magari il giorno del miracolo del sangue di san Gennaro. Sono tutti d’accordo sul fatto che a impersonare san Gennaro sarà Sergio Castellitto, l’attore dei preti e dei santi. Ma è una storia senza sesso, dice uno. Silenzio. E se parlassimo di quel che faceva quel sindaco che aveva la moglie in esilio? Di quel che faceva la moglie in esilio, vorrai dire. La discussione s’impantana. La fantasia, se non ce l’hai, non te la puoi dare. E allora decidono di aspettare una nuova imbeccata dai giornali. La gente sì che sa inventare. (Lino Buonalana)


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