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Nov
06

Il gioco delle cifre di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Ondeggia l’Italia tra voglia di riscatto e rischio di catastrofe. Si gioca pericolosamente sui numeri della crisi e le statistiche delle nostre grandi difficoltà, quasi con il compiacimento di poter dimostrare che tutto è come prima, che tutto procede nel modo peggiore nonostante l’impegno e gli sforzi del nuovo governo. Che certo non può fare miracoli, anche perché i legami europei restano una cosa seria. E, pur nel loro rispetto, il presidente Letta e il ministro Saccomanni si battono in ogni sede per dare un nuovo dinamismo a una Ue affaticata e stanca e per affermare che, oltre alla doverosità dei conti in regola, sono indispensabili politiche di sviluppo con al centro il dramma dell’occupazione giovanile.
Non mancano tuttavia le articolesse ed i commenti delle grandi firme e dei conduttori televisivi più affermati che si cimentano nel presentare un quadro sempre più catastrofico ed irrecuperabile. In verità non c’è dubbio che la situazione resti difficile e che andrebbero favoriti tutti gli sforzi utili ad avviarne un superamento, anziché assecondare il gioco al massacro di quelle parti politiche che si illudono di accrescere, col catastrofismo ad oltranza, le possibilità di vittoria per il proprio schieramento. Si ricorre alla prospettazione di fumose e velleitarie proposte miracolistiche prive di ogni aderenza alla realtà, di senso di responsabilità e onestà intellettuale. Categorie sicuramente astratte ma che restano indispensabili per dare dignità e credibilità alla politica, per garantirne davvero la finalizzazione al bene comune, agli interessi generali e non a quelli egoistici di clan e di consorterie opache e sempre all’opera.
Lo si è visto anche nella vicenda del ministro Cancellieri che ha efficacemente difeso in Europa la posizione dell’Italia quasi impresentabile sul delicato terreno della giustizia, sottolineando l’importanza e il vero significato delle proposte del presidente Napolitano su amnistia e indulto. Ciò nonostante non sono mancate posizioni strumentali ed irragionevoli, sino al limite dell’irrazionalità nel corso del dibattito in Parlamento e della illustrazione sufficientemente chiara del ministro Cancellieri. Basterebbe del resto quanto dichiarato dagli inquirenti torinesi sul caso Fonsai per far risultare quanto meno maliziose ed indecenti alcune illazioni e strumentalizzazioni usate durante il dibattito. Purtroppo quello che continua ad inquietare è lo stato di confusione e di vero e proprio scontro in atto, per la conquista della leadership, sia in Forza Italia sia nel Pd.

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