BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Gen
09

Il marchese del Grillo


Ieri mi sono rivisto il Marchese del Grillo una perla del regista comunista Monicelli. Perchè comunista direte voi? Perchè lui si è sempre dichiarato tale e nella sua esternazione diceva una grande verità e la rappresentava nei suoi film. Il marchese del Grillo è un film politico, uno spaccato dell’italiano medio, inserito in una Roma pre unità d’Italia ma trasportabile ad ogni epoca vissuta successivamente. Nel 1981 Monicelli ci forniva degli spunti interessanti, senza pensare che lo spettatore non si sarebbe soffermato a riflettere ma soltanto a ridere della comicità del grande Sordi e di un grande Paolo Stoppa. Il messaggio di Monicelli arriva per la voce di Flavio Bucci interprete di un Fra Bastiano, scomunicato dall’allora Papa arrestato e ghigliottinato sulla pubblica piazza. Bastiano si rivolge al popolo pecorone sempre genuflesso dinnanzi al potente di turno prima il Papa, poi Napoleone alle porte, sottolineando che soltanto Dio lo potrà giudicare e non un Papa o un tribunale terreno. Il marchese Onofrio del Grillo è poi lo specchio di tutti noi, che “ce piace magnare e beve”, che ci piacciono le donne, le belle donne, giovani, e non le vecchie. Siamo comandanti della sicurezza ma se ci chiama una bella donna lasciamo il comando ad altri per poter soddisfare le nostre voglie. Lo stesso linguaggio usato, condito da intercalari come “cazzo” o “coglioni” è lo stesso linguaggio usato fluentemente oggi, da tutti, per dare enfasi a discorsi che altrimenti saprebbero di poco… Oggi siamo e vorremmo essere marchesi del Grillo ma siamo molto più simili al suo sosia Gasperino il Carbonaio, sempre cotti e attristiti da una vita dedita a spalare il carbone e non immersa tra le setose lenzuola di un palazzo regale. “Io sono io e voi non siete un cazzo” tuonava Sordi andando via dalla bettola rivolgendosi al resto del popolo, e mai frase fu più vera e rispecchiante ognuno di noi. Tutti ci sentiamo “qualcuno” nella nostra piccola e mediocre sfera ma in realtà non siamo veramente nulla rispetto a chi è un “portantino” del Papa. Ma Onofrio del Grillo nella sua guasconaggine ci indica anche un’altra strada, quella di una giustizia manipolata da chi ha i soldi per poter parlare lasciando le briciole e le spese al povero Aronne Piperno il quale, dopo aver eseguito un lavoro ad opera d’arte, si ritrova davanti a un tribunale e condannato senza aver riscosso neanche un paolo. Lo stesso marchese poi farà suonare le campane a morto perchè da quella sentenza è veramente morta la giustizia. Oggi le campane non dovrebbero mai smettere di suonare, perchè ogni individuo che si uccide, ogni operaio mandato a casa, ogni partita iva chiusa è una sconfitta di questa italietta da 4 soldi e dei suoi reggenti, incapaci di ascoltare le voci che si alzano dal popolo. Ma d’altronde, sconfitti i francesi, si torna ad inneggiare il Papa e del povero Fra Bastiano non rimane solo che un lontano ricordo.

Media 4.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*