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Ott
11

Il mito dell’evoluzionismo

marcello_veneziani


“Tra i miti che provengono dalla scienza, il più famoso e ostinato è il mito dell’evoluzionismo che si oppone al mito della creazione.
Si tratta di una vera teoria scientifica e sperimentale che regge però su una premessa mitologica, avvolta nelle nubi ideologiche della congettura. Perché parte da una premessa prescientifica e pre-storica che pretende di spiegare l’inspiegabile e decretare una volta per tutte la prova regina che Dio non esiste.
La stessa cosa vale per il bosone di Higgs, la particella di Dio, i buchi neri e le onde gravitazionali: grandiose scoperte che spiegano i processi cosmici ma non l’Inizio, non la Fine, non l’Infinito; e nulla dicono pro o contro l’esistenza di un’Intelligenza Suprema che ha tutto creato e di un’eventuale intelligenza maligna che vi si oppone.
Il genoma, la mappatura del dna, la doppia elica risolvono o dissolvono la domanda su Dio? La conoscenza procede all’infinito ma non esaurisce l’infinito dove abita il Mistero.
Chi vuol dimostrare con prove scientifiche l’inesistenza di Dio è scientificamente parlando un cretino. Va al pari riconosciuta la conclusione inversa: provare scientificamente l’esistenza di Dio è letteralmente da imbecilli perché si fa poggiare l’idea di Dio su un fallace bastone (in-baculum).
Due atti opposti di demenza e presunzione all’infinito. Di Dio si può discutere sul piano teologico, filosofico, poetico, sentimentale, come pensiero, intuizione, atto di fede. Ma sul piano scientifico e sperimentale si deve solo tacere.
Può dar luogo a una scommessa, a un atto di fede, in dubio pro deo. O al contrario, decidere che nessuna fiducia si può accordare a ciò che è incerto.”

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