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Lug
10

Il mostro di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Ha iniziato l’avvocato Franco Coppi, neodifensore di Berlusconi di rinforzo a Ghedini e Longo: “Sono esterrefatto, sorpreso e amareggiato perché in questo modo si comprimono i diritti della difesa”. Lo ha seguito a ruota lo stesso Niccolò Ghedini: “Il significato di tale decisione è fin troppo evidente”. Per Fabrizio Cicchitto ”è possibile che scatti una operazione politico-giudiziaria con un doppio obiettivo: colpire Berlusconi e destabilizzare un governo”. Il più aggressivo è Renato Brunetta: “La giustizia nel nostro Paese sta diventando un mostro incontrollabile che non può essere celato dietro a giustificazioni o spiegazioni d’ordinanza. Non intendo discutere il calendario che la Corte di Cassazione fissa per sé, ma è escluso che possa deciderlo per il Paese”. Sarcastico, invece, il segretario del Pdl e vice pfresidente del Consiglio Angelino Alfano: “Sono ben lieto di constatare lo straordinario miglioramento nella performance della Cassazione che, dai tempi medi di trattazione delle cause penali, intorno ai 200 giorni (durata media delle cause penali nel 2010), schizza agilmente a meno di trenta per il presidente Berlusconi. Sono ammirato per questa prova di efficienza della Corte che ha battuto ogni record del giusto processo. Evidentemente il lavoro svolto dal governo Berlusconi per lo smaltimento dell’arretrato comincia a dare i suoi frutti”. Di rincalzo Mariastella Gelmini: ”La giustizia solo con il Cavaliere riesce ad essere così veloce, calpestano i suoi diritti”. Ma è un crescendo. Daniela Santanché prospetta le barricate: ”Basta perder tempo con tentennamenti e sofismi, serve passare all’azione”. Sandro Bondi è minaccioso: ”Se il disegno è eliminare Berlusconi, c’è la necessità da parte nostra di forme di resistenza seppure nonviolente”. Michaela Biancofiore propone di inserire ”all’odg del primo Cdm la riforma della giustizia tramite decreto legge”. Per Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, ”non possiamo subire in silenzio e passivamente un’aggressione di questa portata. La risposta deve essere corale, politica, decisa”.
Oggetto di queste contumelie è la Corte di Cassazione: il “mostro” ha osato applicare la legge in tempi rapidi, con la conseguenza di non far cadere in prescrizione, ancora una volta, i reati contestati all’imputato Silvio Berlusconi. Invece di compiacersene, gli uomini del Cavaliere s’indignano. E’ la logica del partito delle larghe offese.

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