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Set
03

Il nuovo che avanza, si fa per dire.

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Da un cinguettio su Twitter : Salgono i rendimenti dei titoli di stato. Questi sono i nostri ineccepibili risultati (Barbara Lezzi); da far accapponare la pelle davanti a tanta ignoranza, il solo pensiero che sieda sugli scranni del Senato c’è da chiedersi chi ha avuto il coraggio di metterla nelle istituzioni.
Siamo in una situazione, in cui debito e spread hanno ripreso a salire facendo traballare la ripresa economica e la credibilità sui mercati, primo fattore la dissonanza dei “tenori” al governo che non hanno unicità nel messaggio ma bensì tendono a fare i “pierini” della classe, ancor peggio continuare la campagna elettorale con i soliti bluff.
Da Facebook un post di una carissima amica giornalista Anna Mazzone, aspettando la decisione degli “incappucciati della finanza” condivido Giuseppe Masala, che di Economia è Maestro :
“Il probabile declassamento del debito sovrano italiano da parte dell’agenzia di rating Fitch non deve far retrocedere il governo dai suoi intendimenti programmatici in ambito economico e finanziario. Dovrà invece rafforzarli, la democrazia non può continuare a rimanere sotto sequestro da parte di pochi incappucciati della finanzia (cito la fulminante definizione di Federico Caffè). Peraltro il ritiro dai propri intendimenti non salvaguarderebbe l’Italia da rischi molto alti: da un lato la crisi del debito italiano va vista nel contesto della più generale crisi strisciante del debito. Strisciante in paesi come quelli UE dell’Est Europa e non facenti parte della zona Euro, ma anche della Svezia. Per non parlare delle crisi già esplose come quella turca e quella argentina e di quelle per ora in potenza nei cosiddetti paesi emergenti: Brasile e Indonesia, Tralascio poi i veri convitati di pietra: il sistema bancario spagnolo che ha prestato complessivamente cifre esorbitanti nei paesi emergenti e il sistema bancario tedesco, vero prestatore di ultima istanza (o meglio, garante di ultima istanza) dei prestiti concessi dai sistemi bancari europei ai quali ha concesso (incassando profumatamente) derivati sul rischio di cambio e sul rischio di tasso. Tutte situazioni che rischiano di emergere man mano che la FED aumenterà i tassi. Inutile dire che questo fuoco che cova sotto la cenere rischia di rendere inutile qualsiasi sacrificio richiesto dal Governo agli italiani.
Tanto vale andare per la propria strada e cercare un’exit strategy dall’Euro e dall’Europa. Perché ciò che è evidente a tutti è che il bersaglio grosso degli americani si trova a Berlino e sarebbe bene evitare di rimanere travolti sotto le macerie di un Impero costruito con la nostra riduzione a semi colonia e dunque contro di noi. Chi ha avuto i vantaggi in questi anni si prepari a pagare il conto. Noi abbiamo già dato”.
E’ il vento che tira adesso cavalcando la tigre degli euroscettici, in particolare dei due “vice” che per avere visibilità e credito politico dai loro elettori, soffiano sul fuoco per tenere ben vivo il fuoco del disaccordo con la U.E.; che in effetti davanti ai tanti problemi sociali si preoccupa dell’ora legale, prestando il fianco a critiche feroci.
Da parte italica il residente del Consiglio dichiara : «Io mi applico al Cigno Bianco, il mio compito è agire in modo responsabile per prevenire con la stabilità dei conti tempeste finanziarie, che peraltro non ci saranno: il Documento di economia e finanza conterrà degli impegni a mantenere gli impegni di bilancio già assunti per il prossimo anno, proseguendo nel percorso di riduzione del debito»; salvo l’accordo con i due prezzemolini dei vice, che continueranno a fare il gioco delle parti a maggior godimento dell’elettorato.

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