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Nov
26

Il padre nobile di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Personalmente non abbiamo votato né mai voteremo per lui, ma Angelino Alfano, segretario (si fa per dire) del Pdl ha tutta la nostra umana solidarietà. Sembra un povero animale da soma sul quale il padrone ha caricato tutta la responsabilità del partito e poi, dopo avergli fatto vedere una sola volta la carota, da settimane lo riempie solo di bastonate.
Il povero Alfano s’era incamminato fiducioso verso la strada delle primarie, sicuro che il Cavaliere lo avrebbe lasciato libero di andare verso questa avventura che avrebbe potuto davvero “restaurare” un po’ì la faccia del Popolo delle Libertà. E adesso, invece, corre il rischio di dover ancora una volta tornare sui suoi passi. Perché il padrone è molto bizzarro e di umore alquanto variabile. Oggi gli dà il via libera, domani lo frena. Poi gli ridà il via libera e poi lo rifrena. Questo perché lui, Berlusconi, non riesce a prendere una decisione (o fa finta di non volerla prendere) sul suo personale futuro: lasciare il campo o tornare in campo? E’ un balletto quotidiano che ormai ha assunto i contorni di una vera e propria sceneggiata.
Allo stato dell’arte non c’è un solo bookmaker che accetti scommesse. Nei vertici pdl c’è chi le primarie (fissate ufficialmente per il 16 dicembre) le vorrebbe comunque, anche a costo – come dice la candidata Giorgia Meloni – di fare il kamikaze contro l’eventuale ri-ri-ricandidato “padre nobile”. Chi, al contrario, come il povero Alfano, che pur sulle primarie ci ha messo la faccia, pensa che in caso di vera ridiscesa in campo del Cavaliere, quelle consultazioni diventerebbero inutili.
Caro Angelino, gli animali da soma sono noti per la loro testardaggine, capaci di piantare i piedi e non smuoversi più di un centimetro. La vogliamo finire questa farsa?

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