BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Mag
13

Il Pd tra ricerca di un’identità e risultatidel governo di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Compito difficile quello di Epifani nuovo segretario Pd “di transizione”, come è stato definito ancora prima di essere eletto. Dovrà accompagnare il partito sino al congresso d’autunno, con funzioni quasi notarili di garanzia perché il confronto non degeneri in mere contrapposizioni e personalismi all’interno del tradizionale ceto dirigente. Il problema maggiore è costituito proprio dallo scollamento della dirigenza, dalle sensibilità diffuse nel Paese e dalla sensazione che, ancor prima dei militanti e degli elettori consolidati, siano tanti i cittadini che non capiscono e non apprezzano la politica del Pd. Un partito che non suscita la sensazione di avere veramente a cuore i problemi delle persone e delle loro difficoltà, non a parole e con dichiarazioni nei talk show, ma con comportamenti e scelte coerenti. C’è una crisi che riguarda le questioni più acute che sono venute maturando nella società italiana, con riferimento prioritario alla questione giovanile e al dramma connesso della formazione e del lavoro.
Fin dalla nascita il Pd non è riuscito ad esprimere una identità definita, senza superare l’effetto di una sommatoria mal riuscita tra post comunisti e post democristiani. Forse già da questo tema dell’identità e della natura del partito dovrebbe partire la riflessione più matura e che voglia offrire una prospettiva più adeguata e meno congiunturale.
Anche la scelta del nuovo segretario dovrebbe non limitarsi ad un mero ricambio generazionale. Le seconde linee non sono garanzia di per sé di risultati migliori se si muovono entro lo schema dei predecessori. Nell’immediato tutto si gioca nella capacità di favorire i migliori risultati possibili al governo Letta. Ne va del futuro del Pd e dello stesso Epifani perché ne va sopratutto del futuro dell’Italia.

Media 3.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*