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Giu
14

« Il piatto piange »

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Na vecchia espressione de poker, che ben s’attaglia alle finanze italiane che stanno grattando il fondo della pentola ; la situazione economica era già ben chiara dal momento della fuga del televenditore d’Arcore in poi.
Il ministro dell’Economia, Saccomanni, ha confermato quanto era stato reso noto dal ministro dello Sviluppo, Zanonato, all’assemblea della Confcommercio e poi ribadito a “Porta a porta” ; evitare l’aumento dell’1% dell’Iva dal 1° luglio e cancellare del tutto l’Imu sulla prima casa è difficilissimo, forse il governo non vi riuscirà. elemosina Il problema è quello solito, mancanza i soldi. E le due voci ammontano complessivamente a 8 miliardi, cifre che ma al momento non c’è un becco di quattrino ; e c’è da elucubrare non poco per trovare alternative.
A tal proposito il governo, sta spremendo le meningi per l’Iva, dichiarando : “tutto il ventaglio delle soluzioni”: dallo stop dell’aumento, che costa 4 miliardi l’anno, ad un rinvio di qualche mese in attesa di un “miglioramento dei conti pubblici”.
A questa dura realtà dei fatti economici, il governo delle larghe intese inciucianti, doveva stringersi in quadrato, invece l’altro “compagno di merende”
il Pdl, sé ingrifato non poco, dimentico nei fumi della follia neuronica, che era il partito che dominava all’epoca il governo ideando l’Imu e mettendo in bilancio l’aumento dell’Iva.
I campiono piediellini, si sono dati da fare per esternare se solite fanfaluche ,il noto “so tutto io” Renato Brunetta, vuole un intervento di Letta su quello che, secondo la sua illuminata esperienza, è un governo “in stato confusionale” ; non serve commentare.
Meglio ancora il malmostoso Fabrizio Cicchitto, che dichiara boriosamente : “Francamente il ministro Zanonato va messo in condizione di non nuocere agli altri e anche a se stesso” ; come sopra.
Praticamente per il Pdl, dire la verità agli italiani, non rientra nel loro specifico avere il coraggio d’ammettere che le casse dello Stato sono a secco, ma non solo questa ammissione, d’aggiungere che le casse statali erano già a secco come le aveva lasciate il loro governo a Monti.
Alla luce di questi fatti, viene da ridere, a quei milioni di lettere inviate agli elettori per farsi rimborsare l’IMU, e qualcuno ci aveva pure creduto ; proprio vero un paese di boccaloni.

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