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Feb
18

Il planning – l bacio


ORA DI PUNTA


Il planning

Le dichiarazioni di Matteo Renzi all’uscita dal colloquio con il presidente Napolitano sull’uso che intende fare dell’incarico di governo che gli è stato affidato apparirebbero quasi esilaranti se non riguardassero il futuro dell’Italia. Il sindaco pie’ veloce, nei panni di presidente del Consiglio incaricato, ha sbrigativamente sciorinato, con una baldanza degna di un allenatore di calcio, il suo calendario: “febbraio sarà il mese delle riforme, marzo il mese dell’occupazione, aprile il mese del fisco…”. E maggio? Quello no, è già occupato dalla liturgia cattolica: è il “mese mariano”, dedicato, come si sa, alla Madonna. Che è proprio il caso di invocare a protezione dalla ventata di cialtroneria in arrivo.

Il bacio

Avrete notato che negli ultimi anni si è andata diffondendo la consuetudine del “bacio istituzionale” nei rapporti internazionali. Ad inaugurarla sono stati la Merkel e Sarkozy e poi si è andata estendendo ad altri personaggi dello scenario internazionale (il primo degli italiani a farsene contagiare è stato Berlusconi) al posto della più consona e classica stretta di mano. Che da noi, comunque, stava resistendo. Ieri ha provveduto Matteo Renzi a rilanciare il bacio, ricambiato con gratitudine dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dal presidente del Senato Pietro Grasso. I quali, evidentemente, all’idea che il rottamatore garantirà loro il seggio per 4 anni non hanno avuto il minimo sospetto che potesse essere il bacio di Giuda.

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