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Dic
29

Il Professore tripolare di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Par di capire che finalmente il professor Monti abbia fatto la sua scelta. O, meglio, ora si è capito qual era la sua scelta fin dal momento in cui ha dato le dimissioni: patrocinare e pilotare direttamente durante la campagna elettorale, dall’alto del suo seggio di senatore a vita, una coalizione politica sostanzialmente centrista, che assuma come programma la sua “agenda” e come emblema il suo volto. Ora il suo obiettivo è fare in modo che questa coalizione (che si ostina a chiamare “rassemblement” quasi a dispetto di Berlusconi, che aveva adoperato il termine per ficcarcisi dentro con il suo Pdl e poi, in caso di vittoria, estrometterlo e impadronirsene) conquisti la più grossa fetta possibile di senatori e di deputati in modo che le urne partoriscano di fatto un sistema tripolare in cui quello centrista diventi determinante per la formazione del futuro governo a tal punto da imporre al “polo” con cui dovrà allearsi (prevedibilmente di centrosinistra) il nome del presidente del Consiglio: il suo.
Le convergenze che Monti sta raccogliendo, già in questa fase, di personaggi di un certo prestigio sia nel campo di centrodestra sia nel campo di centrosinistra verso il suo disegno evidentemente lo incoraggiano a portarlo avanti, anche se il peso individuale di questi personaggi spesso non corrisponde al peso dei loro consensi popolari. Comunque la forma di “salita in politica” messa in atto da Monti è destinata a scompaginare in certa misura gli schemi su cui fino a qualche settimana fa veniva immaginato il dopo-elezioni. Ma c’è un rischio incombente: che dalle urne esca un parlamento senza una maggioranza solida, in grado di governare stabilmente il paese; oppure che si vada a una coalizione di breve durata perché lacerata dai contrasti che via via emergeranno. Monti dice saggiamente: “non sono l’uomo della Provvidenza”. E’ un’affermazione che ci tranquillizza, ma fino a un certo punto. in questi casi le buone intenzioni non basteranno.

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