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Ago
17

Il puntino del ministro di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Il ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello (che molti giornalisti tv si ostinano ad “italianizzare” in “Quagliarello”, forse nella convinzione che quella “i” sia una sorta di dispregiativo partenopeo), ha detto in una intervista all’Ansa che non bastano le parole di Napolitano a “blindare” il governo, ma che “il governo deve respirare con i propri polmoni, deve poggiarsi sulle sue gambe ed esso stesso garantire la propria durata”. E l’orizzonte del 2015? Quagliariello lancia un messaggio, anche se un po’ criptico: “E’ tutto da conquistare e innanzitutto devono essere in grado di conquistarlo coloro i quali sono al governo, anche nel dialogo con i loro partiti”. E’ un messaggio rivolto evidentemente a tutti i suoi colleghi di governo, sia del Pd, sia del Pdl. Ma sembra indirizzato soprattutto a questi ultimi, quando aggiunge: “Perché possa proseguire la stagione delle riforme, è necessario che si facciano le riforme la mattina e il pomeriggio; non che la mattina ci siano le riforme e il pomeriggio un conflitto istituzionale”. Corre dei rischi Quagliariello? Non molti. Solo quello che i giornali berlusconiani diretti da Sallusti e Belpietro vadano a mettere il puntino sulla “i”. Come fanno di solito con coloro che non si allineano nell’ossequio al Cavaliere.

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