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Dic
15

Il razzismo delle idee


Alla luce delle ore trascorse dopo i luttuosi fatti fiorentini con l’uccisione di due persone, mi sovviene sottolineare a tutto il popolo leggente, delle precisazioni sui termini e atteggiamenti avuti in questi giorni un pò da tutto il web sul cordoglio che si è creato intorno a questa vicenda. Sui social network e sui vari blog, alla sezione commenti, ho notato come il popolo “bianco” abbia sottolineato che in questo caso siamo tutti senegalesi, oppure fratelli dimostrando la loro disapprovazione per il gesto di un folle. Ovviamente non ne faranno mai parola, però dalla radio ho sentito anche i commenti dei veri fratelli dei senegalesi uccisi, quelli che ai microfoni hanno parlato “dell’uomo bianco che tira il sasso e leva il braccio”. Personalmente sono molto dispiaciuto per l’uccisione delle due persone, trucidati a freddo in una mattinata di Dicembre in un mercato rionale della mia città. Poco m’importa se sono neri, gialli, rossi o bianchi. Sono due persone che hanno incontrato la fine della loro vita in un paese lontano da casa. Oggi mi sento una persona più triste e preoccupata, ma non mi sento un senegalese ne chiamo fratelli quei poveri ragazzi. Non vedo perchè quando un fatto come questo capita a persone diverse da noi, in questo caso nere, scure, africane, bisogna per forza enfatizzare un sentimento che dovrebbe essere uguale per tutti sopratutto di fronte alla morte. Non mi sembra che il popolo si sia mosso per Francesco Pinna operaio deceduto a Trieste durante il montaggio del palcoscenico per il concerto di Jovanotti. Non mi sembra di aver sentito dire siamo tutti triestini anzi, Francesco è rimasto citato nella memoria di alcuni senza neanche un commento sulla paga da fame che percepiva, ad esempio. Francesco e i due ragazzi senegalesi sono morti in circostanze differenti ma oggi non sono più tra noi. Fondamentalmente ancora siamo prigionieri di considerare la gente di colore o nera diversi da noi e per tale motivo vanno protetti fino a diventarne fratelli. Allora anche questo è razzismo, perchè consideri persone differenti “differenti”. Come mai quando muore un bianco non siamo tutti fratelli? Perche non siamo tutti torinesi dopo l’investimento e l’uccisione di un bambino da un pirata della strada? Oppure calabresi dopo un agguato dove ha perso la vita un passante ignaro. Sono considerazioni che tutti dovremmo fare in relazione anche al contesto in cui viviamo. Non mi sembra che per le stragi in Africa di milioni di morti fra etnie diverse ci siamo mossi poi tanto. Ed oggi perchè non siamo tutti belgi dopo la strage compiuta da un magrebino “belga”? Ironia della sorte perfino il rappresentante della comunità senegalese ci fa osservare che troppe sono state le volte che si è pronunciata la parola integrazione ma che nulla è stato fatto. Comunità, fratelli, sono parole da chi non riesce a vedere che in realtà LORO prima di tutto sono persone uguali a noi, uguale a un molisano, friulano, ungherese, francese. Loro per noi sono neri come per loro noi siamo bianchi ma non per questo io mi sento diverso. Si è razzisti quando si iniziano a ghettizzare le persone in gruppi e condizione, definendoli fratelli per paura di offendere la loro diversità. E’ così anche per i gay: non esiste una comunità gay, esistono solo persone con diversi gusti sessuali tali e quali a noi. Definirle comunità significa chiuderle in un recinto e forse compatirle. Anche questo è essere razzisti!

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