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Mar
11

IL “REDDITIELLO” È LA SCARPA DI ACHILLE LAURO

dallarete01


Leggo sempre più spesso commenti di osservatori anche autorevoli che definiscono il cosiddetto “reddito di cittadinanza” un “cambio di paradigma” rispetto alle politiche di sostegno alla povertà applicate fino ad ora, una specie di “rivoluzione” che dovrebbe insegnare qualcosa alla sinistra che per decenni avrebbe difeso solo una nicchia di privilegiati, ovvero quelli che un reddito lo hanno già. Trovo questa lettura assai debole e superficiale, se non offensiva nei confronti di milioni di lavoratori.
Forme di sostegno a chi non ha reddito esistono da decenni in molti paesi, ma tutte prevedono un inserimento reale nel mondo del lavoro (che non è passare qualche ora a settimana in un centro per l’impiego), attraverso formazione quotidiana e percorsi concordati con le aziende (il modello francese, ad esempio). Questo per evitare di dividere la società in chi produce (spesso sfruttato e sottopagato) e chi consuma senza produrre. Il “redditiello” grillino è invece un’inutile paghetta che non risolverà lo stato di povertà di chi la riceverà (nessuno vedrà gli agognati 780 euro, pochissimi arriveranno a 500), un bluff elettorale che favorirà solo i falsi poveri (quelli che da giorni si sono messi in fila per cambiare residenza), che si andranno ad aggiungere ai falsi invalidi e a tutto il popolo di furbi che oggi pesano sui veri poveri, su quei lavoratori sfruttati, precari e malpagati che oggi devono persino sentirsi dei “privilegiati”.
Non vedo “cambi di paradigma” e “rivoluzioni”, vedo la solita scarpa di Achille Lauro donata a quella plebe che pensa che i politici non siano dei rappresentanti del popolo eletti per migliorare la società nel suo complesso, ma dei “protettori” da mandare nei palazzi del potere per ottenere qualcosa in cambio.
di Fabio Salamida

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