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Feb
06

Il replicante di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Forse il Cavaliere ha fatto flop, ma resta il più abile, spinto anche dal bisogno disperato di inventarne sempre di nuove e di non perdere occasione alcuna di presenzialismo mediatico per tenersi a galla. La sua abilità ha quasi del diabolico e, dopo aver addirittura fatto sembrare Santoro quasi suo complice, ha imposto il suo soliloquio a Ballarò. Può darsi persino che Berlusconi ne abbia tratto vantaggio, nel tentativo di ridurre ancora un po’ la distanza dal centrosinistra.
Complessivamente tuttavia – anche se può apparire un paradosso – le invenzioni pubblicitarie e demagogiche del Cavaliere – come la restituzione di quanto versato dai cittadini nel 2012 per l’Imu – non sembrano fare breccia e risultare convincenti perché gli non hanno più fiducia in un politico che non ha mantenuto le promesse. Ha tradito gli impegni assunti con il famoso primo contratto stipulato in diretta tv e pretenderebbe di essere creduto a scatola chiusa addirittura con un secondo contratto. Legittimamente c’è l’impressione che si sia di fronte alla replica fallimentare di un numero già visto di un acrobata circense che spera di essere ancora apprezzato e creduto come l’uomo risolutivo e inviato dalla Provvidenza per la salvezza di tutti.
Questo può spiegare la fuga verso le fumisterie di proposte demagogiche già sbandierate, compresa la riproposizione di un condono tombale che la stragrande maggioranza degli italiani considera ingiusto ed inaccettabile, diseducativo e pernicioso, in quanto farebbe saltare ogni rapporto di fiducia tra Stato e cittadini, renderebbe vana e inconcludente qualsiasi dichiarazione di lotta all’evasione e di recupero delle risorse indispensabili per una ripresa della crescita e dell’occupazione.

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