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Feb
25

IL RETROPALCO di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


L’ultima perla di questa campagna elettorale è stato il gesto, degno del piccolo rais di una tribù araba o del boss di un villaggio sudamericano, compiuto da Beppe Grillo venerdì sera in piazza San Giovanni. L’urlatore ha fatto chiamare i carabinieri per impedire che i giornalisti italiani (gli stranieri no) potessero avere accesso al palco. Poi, in seguito alla “mediazione” (incredibile: questa la parola usata) della polizia, ha concesso loro di sostare nel retropalco per tutta la durata della sua esibizione.
Dopo un iniziale imbarazzato e imbarazzante silenzio, i maggiori rappresentanti della categoria hanno stigmatizzato, con le consuete parole di circostanza, questa ennesima, eccelsa prova di democrazia del comico-politico. Ce in realtà nasconde una lucrosa concezione della politica, basata sui “diritti d’autore” cui ha vincolato il marchio 5 stelle, di sua personale proprietà.
Ma, purtroppo, non è questo che scandalizza. Ciò che invece è avvilente è che tonanti direttori di telegiornali e giornali radiofonici, di talk show e di media di vario genere non solo abbiano subito, senza il più piccolo sussulto di dignità, l’umiliazione di vedere i loro cronisti stipati nel recinto del retropalco di quell’imbonitore, ma abbiano concesso egualmente un enorme spazio alle sue esagitate esternazioni, accreditandole ancora, come hanno fatto quotidianamente in questi mesi, presso l’opinione pubblica.
Il bello è che la motivazione addotta dall’arruffapopolo per umiliare i giornalisti italiani e per giustificare il suo rifiuto a partecipare ai confronti elettorali con gli altri esponenti politici e di sottoporsi alle domande degli intervistatori è che sono “bugiardi e venduti” e “nascondono le piazze” in cui lui parla, quando è sotto gli occhi di tutti che per mesi i suoi monologhi senza interlocutori e le immagini delle sue nuotate nello Stretto di Messina hanno dominato ogni giorno schermi televisivi e pagine di giornali. L’unica arma che i “principi dell’informazione” avevano a disposizione per replicare a questa balla sarebbe stato, almeno per un giorno, uno sdegnato silenzio. Invece più Grillo li ingiuriava e più gli regalavano filmati in diretta e a microfono aperto. E allora il retropalco è il loro posto.

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