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Gen
29

Il segnale calabrese di Antonio Polito, dal suo editoriale sul Corriere della Sera

dallarete01


Sembra incredibile, ma Matteo Salvini ha commesso lo stesso errore di Matteo Renzi. Cinque anni fa, quando era lui l’uomo forte della politica italiana e svettava nei sondaggi e alle Europee, l’allora leader del Pd si mise in testa di strappare il Veneto alla Lega con una giovane candidata, Alessandra Moretti. Il governatore Luca Zaia la surclassò, prendendo il 50,08%: perché mai gli elettori veneti avrebbero dovuto cambiare la via vecchia per la nuova? Perché cambiare in una regione efficiente, bene amministrata, baciata dal benessere? Salvini si sarebbe dovuto porre la stessa domanda a proposito degli emiliani e dei romagnoli: perché mai avrebbero dovuto rischiare l’ignoto affidandosi alla Borgonzoni? Per fare un dispetto a Conte? Mah. E infatti Bonaccini ha fatto il bis di Zaia, superando il 50%. (…)
Ma, si sa, questa era solo una battaglia. Le regionali sono tappe di avvicinamento alle elezioni politiche, che al momento appaiono molto lontane. Salvini è ancora il re nella giungla del consenso, e vuole arrivarci da candidato premier. Ma, paradossalmente, in questa lunga marcia il problema maggiore non gli è venuto domenica dalla sconfitta in Emilia, bensì dalla vittoria in Calabria. Nella regione meridionale si è infatti affermata con grande autorità la candidata di Forza Italia, Jole Santelli, che l’ha strappata al centrosinistra. Ma, ed ecco il punto, la coalizione che l’ha sostenuta non è stata affatto a traino leghista, come in Emilia. Anzi. Il partito di Salvini in Calabria, ottenendo il 12,25%, ha infatti perso nel giro di un anno, dalle elezioni europee a ieri, la bellezza di dieci punti percentuali. Fratelli d’Italia lo tallona con il 10,85%. E il vecchio Cavaliere, sommando le quattro liste che facevano capo a lui e all’area centrista, ne ha quasi triplicato i voti.
Si dirà: poco male, la Calabria fa storia a sé. Sì, però quest’anno si vota in Campania, e anche lì il candidato alla presidenza sarà di Forza Italia. E in Puglia il candidato lo rivendica la Meloni, che ha pure il nome giusto, Raffaele Fitto. La Calabria dunque non è un caso isolato, e pare suggerire che la manovra di sfondamento al Sud di Salvini procede quantomeno a rilento: nel centrodestra ha concorrenti ancora più forti e radicati.

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