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Gen
10

Il sindaco e il vicesindaco di Luca Della Monica


ORA DI PUNTA


C’è un personaggio che si affaccia con insistenza alla ribalta della politica e in particolare al proscenio del Partito democratico: è Dario Nardella, che, in quanto ex vicesindaco di Firenze, si è attribuito il ruolo di ventriloquo del sindaco tuttora in carica nonché neosegretario nazionale del partito, Matteo Renzi. Nardella ha preso di mira il ministro dell’Economia, Saccomanni, dal microfono del programma Mix24 di Giovanni Minoli su Radio24: con superficiale leggerezza ha detto che secondo lui il dicasterodell’Economia del governo Letta dovrebbe essere affidato a un politico perché i tecnici hanno dato cattiva prova di sé.
Immediato putiferio non solo nel Pd, anche perché analogo giudizio su Saccomanni lo aveva dato qualche messo fa il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, quando, indossando la maglietta del Pdl, faceva ancora parte della maggioranza delle “large intese”. Ovviamente molti hanno sospettato che Nardella parlasse su ispirazione di Renzi. Ma appena diffusa la sua dichiarazione è arrivata la smentita dello stesso ex vicesindaco: “Scherzavo”. Il capogruppo del Ncd in Senato, alleato di governo, non ci ha creduto e ha commentato: “Stiamo assistendo da tempo ad atteggiamenti di un esponente del Pd, vicino al segretario del Pd, che fa dichiarazioni e poco dopo le corregge. Un comportamento da vecchia politica”.
Renzi, se vuole essere credibile, dovrebbe proseguire nella rottamatura della vecchia politica. Ma lasciando da parte l’anagrafe.

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