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Mar
31

Il solipsista di Rignano sull’Arno

I


l ducetto firenzese, segretario di quello che resta del PD dopo la faida o meglio guerra tra bande, è in piena fibrillazione per l’avvicinarsi delle primarie; dopo la débâcle del referendum è in spasmodica ricerca di un risultato che appaghi il suo egocentrismo.
Come i vecchi imperatori romani, vedi Caracalla, Nerone ect, vede complotti e traditori in ogni dove circondandosi con i pretoriani del suo giglio magico; in effetti qualche trama c’è ma mancano gli elementi coraggiosi per far girar pagina al PD.
Ma la sua iattanza tracima ogni dove, in totale contrasto a quanto aveva dichiarato nella direzione del PD

Tutt’altro, la sua longa mano imperversa sul governo in lungo e largo tramite i suoi sodali, basti vedere gli affondi pubblici su Europa e tasse, come se fosse ancora premier; non disdegnando in privato di recapitare dei pizzini.
Pizzini, che poi non sono tanto nascosti, dimostrando che non ha alcuna intenzione di farsi da parte, ma bensì il fine preciso è di «fa saltare il banco»; cioè far cadere il governo, con l’obiettivo di ottenere le elezioni anticipate il 24 settembre.
Ai poveri cittadini, resta l’unica speranza che con queste primarie il Renzi torni nelle riga a far da numeretto, non imperversi più nella politica italiana; abbiamo avuto la berlusconite, la grillite e la renzite; sarebbe cosa buona e giusta trovare qualcosa di diverso dal solito

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