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Gen
21

Il treno del sindaco di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Non sono mancate tensioni e stati d’animo in qualche occasione surriscaldati ma la direzione Pd ha approvato l’iniziativa di Renzi. Potrà piacere o non piacere lo stile talvolta da giamburrasca ma non può negarsi che il segretario Pd ha da tempo espresso il suo orientamento sull’urgenza di cambiare a fondo il sistema politico-istituzionale bloccato, incapace di garantire vera governabilità. Si potrebbe dire che il merito di Renzi è stato quello di non avere paura di prendere il toro per le corna, si chiamasse pure Silvio Berlusconi. Il passaggio è parso molto ardito e rischioso non solo in termini d’immagine. Avrebbe rimesso in circolo un politico condannato e screditato, trascurando le forze minori impegnate tra l’altro in un patto di coalizione non semplice nell’esperienza del governo Letta.
L’abilità di Renzi è consistita nell’andare comunque avanti sempre alla luce del sole sostenendo che non c’era nessuna intenzione di indebolire il governo ma al contrario di rafforzarlo e di renderne più efficace e incisiva l’azione. L’efficacia della proposta consiste nell’avere incardinato la legge elettorale maggioritaria – eventualmente a doppio turno, se nessuno supera la soglia del 35% – in un pacchetto che comprende le riforme istituzionali con l’eliminazione del bicameralismo e la sua trasformazione in Senato delle regioni e nel mettere radicalmente mano al titolo V della Costituzione. Tutti strumenti, questi, necessari non solo ad una migliore governabilità ma anche ad una significativa riduzione dei costi e moralizzazione della politica. Renzi ha potuto ironizzare con i suoi critici richiamando la coerenza con la necessità di un cambiamento profondo da lui sostenuto durante le primarie, confermato da un risultato molto ampio.
La “macchina” Renzi, che può sembrare un cingolato veloce, prosegue così la sua corsa. Tuttavia iI traguardo non sarà semplice, perché restano sul tappeto i problemi posti dai partiti minori sulla consistenza della soglia per il premio di maggioranza e la scelta dei cittadini elettori con la preferenza. Superfluo ricordare infine il percorso parlamentare che non sarà tutto rose e fiori. Il processo di riforma resta comunque avviato positivamente e, se andrà in porto, Renzi a giusto titolo potrà considerarsene l’artefice principale.

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