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Mar
06

« Il volta-pensiero »


«Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero»(Proverbio Arabo).
Certi politici fanno scuola, hanno il pensiero a geometria variabile, dalle posizioni assunte a secondo le esigenze cambiano nell’esatto contrario ; ma senza darne una spiegazione logica, o meglio nella fumosità del politichese. La politica è una fucina di pensieri variegati, la loro cartina tornasole è il preelettorale per poi disattendere nel postelettorale, giravolte e contorsionismi neuronici degni della miglio scuola di trapezismo; e senza un filo di rossore.
Tra gli esempi eclatanti di questi giorni di TAV, un noto esponente convinto assertore della bontà dell’opera dal lontano 2006, tuonando come suo solito ch’era inderogabile realizzarla visto il cointeressamento europeo, attaccando addirittura lo pseudo ambientalismo.
Adesso, ha fatto un aggiornamento temporale del pensiero, facendosi difensore ad oltranza della val di Susa, dimentico di quando era il più fiero sostenitore tanto da essere apostrofato «un ultras dell’alta velocità».
Un’altra eccellenza del pensiero variabile, la troviamo nel praticello di Pontida, già in epoca remota dal lontano 1998 dava del mafioso e poneva domande al Berlusconi, con tanto di paginata sul giornale di partito, tacciando la Fininvest d’essere fondata con i soldi della mafia ; leggi articolo.
Poi, con un salto carpiato con doppio avvitamento e triplo salto mortale, eccolo la “culo e camicia” come suo alleato e strenuo difensore delle porcate più immonde; il classico caso del pecunia e poltrone non olet.
Adesso che l’idillio si è frantumato e le poltrone al governo sparite, tra le tante bofonchiate dichiarazioni una è illuminante del padan pensiero : «perché è stato assolto in tribunale: prima era un delinquente e poi improvvisamente è stato assolto…»
Ed a continuare la lista ce ne sono di esempi, basta vedere che al 12 gennaio i cambi di casacca: sono stati già oltre 130 i deputati e i senatori che hanno cambiato gruppo parlamentare di appartenenza anche più volte.
Si vede che in politica il volta-pensiero è proprio un’arte, che forse non è da tutti.

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