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Ott
15

Immortale


Premetto che mi accingo a scrivere un post cervellotico, forse privo di senso ma non del senso privo e già questa prima riga mi fa capire che sono sulla giusta strada. Il tutto nasce nell’assistere un parente, una cara parente che potrei definire una seconda mamma, in questi giorni in preda al male oscuro che segnerà forse la fine dei suoi giorni. Già, i giorni…. ma quali sono questi giorni… Avete mai riflettuto sui giorni e gli anni che inesorabilmente scorrono nel mezzo alle nostre vite?. Io mi ricordo, quando ero un ragazzo, già mi soffermavo a riflettere sullo scorrere del tempo, che non era impresso ancora nel volto dei miei genitori o dei nonni che ho avuto la fortuna di conoscere, ma sulla gente che passava davanti a me, e le loro vite che si manifestavano davanti agli occhi di un giovane ragazzo. L’ortolano, il macellaio, la signora del piano di sotto, e quello strano signore che passava sempre fischiettando sulla sua biciletta… Un tempo che all’epoca sembrava eterno, infinito, ovattato dall’energia e dalla spensieratezza di quei giorni. Il babbo, la mamma, i nonni, la cartella della scuola, l’autobus, il primo motorino e quella voglia di andare via d’estate, magari un fine settimana in tenda. Il tempo del primo amore, il primo giorno di lavoro e ti ritrovi già grande, alla soglia dei 50, con una famiglia che ti aspetta e un agilità perduta. Vai in palestra, ti alleni, continui la tua vita come se avessi sempre quegli anni ma l’immagine alle specchio non è più la tua. Gli occhi sono i soliti, ma le rughe e il capello bianco ti fanno capire che il tempo è passato anche per te, e ti sembra quasi impossibile visto che fino a qualche giorno fa ti credevi immortale. Eppure è così… I nonni non ci sono più e tuo padre ha un bastone per sorreggersi e camminare, e tua zia è su di un letto che si lamenta… La guardi e ti ritornano in mente gli anni passati insieme, le corse, i rimproveri, i pianti, le gioie…i dolori. Un ping pong temporale che ti riporta indietro di 30, 40 anni per poi ritrovarti ad assisterla in questi che, forse, saranno i suoi ultimi attimi di vita. Quella vita che ti sembrava eterna e che oggi è giunta alla fine… Ma non hai tempo di riflettere e ti domandi perchè quegli stessi occhi, che un tempo erano bambini, oggi hanno l’età di coloro che ti seguivano quando eri ragazzo, e pensi come saranno quando su quel letto ci sarai tu… Dove andrà tutta l’energia, il pensiero, la sapienza, accumulata nell’arco di una vita. Cosa ne sarà dei ricordi? Uno dei miei desideri è sempre stato di poter creare un interfaccia alla testa di mio nonno per potergli fare il download di tutti i ricordi, lui che ha vissuto tutto il 1900 ed ha assistito a i cambiamenti che ci hanno portato fino a qui. Forse non siamo ancora pronti per capire il significato del tempo legato alla vita. Oggi siamo prigionieri di una falsa liberta che ci porta a vivere le nostre vite senza riflettere troppo sullo scorrere del tempo. Forse se lo facessimo saremmo più saggi, meno bellicosi e più costruttivi, ma questo concetto ancora non ci appartiene. Adesso il ragazzo che una volta correva spensierato sul marciapiede deve salire, ma non per fare i compiti o perchè si è fatto tardi, ma perchè ora tocca a lui prendere per mano coloro che fino a poco tempo fa lo accompagnavano a scuola e che oggi devono essere accompagnati verso la fine o l’inizio di questo viaggio chiamato vita.

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