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Dic
27

Impresentabili


…oppure il ritorno dei morti viventi. Fate un pò voi. Archiviati 410 giorni del governo più falso e dannoso della storia, gli italiani si preparano a festeggiare le feste natalizie con l’interrogativo di chi sarà a guadare il paese, nel 2013, fuori dalla crisi. Dopo il ritorno del Cavaliere Mascarato che ha risvegliato gli zombie della politica, adesso si assiste al festival delle alleanze che viene prima di quello di Sanremo presentato dall’impresentabile Fabio Fazio. Nella totale incertezza politica l’unico che sembra avere le idee chiare è Bersani il quale si atteggia già da futuro presidente del Coniglio. Con il dovuto rispetto per il segretario del PD, se si fosse in un paese normale, composto da una popolazione pensante e cazzuta, oggi ci sarebbe poco da stare tranquilli a livello politico. Eppure l’allegro fumatore di sigari sa già che il suo elettorato lo omaggerà di un minimo di 1.700.000 voti circa sommati a tutti gli altri che verranno dalle varie alleanze, come fu per il governo Prodi “caduto” proprio per il poco peso dei suoi alleati all’interno. Non so cosa ci sia da gioire per Bersani. Sapere che già il suo governo sarà un accozzaglia di elementi che lo tireranno da una parte e dall’altra non mi sembra che sia un buon elemento per partire e fare il “bene del popolo italiano”. Oggi il bene del popolo è prendere decisioni drastiche che non riguardino l’aumento delle tasse, ma il taglio ad una spesa pubblica diventata insostenibile e il ritorno all’acquisto delle merci. Non è una ricetta difficile da capire anche se non si è studiato alla Bocconi. I futuri candidati alle politiche saranno gli stessi che hanno messo e legittimato Monti per 410 giorni. Tutti. Dal PD al PDL passando per l’UDC e gli altri. Monti non doveva neanche nascere ne tantomeno avere il coraggio di presentarsi. Eppure già da oggi si legge sui social network che Monti sarà il minore dei mali e Montanelli aveva ragione quando diceva: “tappiamoci il naso e votiamo DC”. A questo ci siamo ridotti. Peccato che a quei tempi la situazione fosse un pò diversa. Nessuno ci dettava dall’estero la nostra politica nazionale e nessuno osava mettere i piedi sul suolo italico senza uscirne indenne (Sigonella docet). Ma si può vivere senza politica? No, ma si può vivere senza questi individui. Il problema è che già da oggi è iniziata la campagna di votare questo o votare quello, e nessuno tornerà indietro sulla sua decisione. Un debole segnale ci viene dal popolo della destra o centro destra che dir si voglia, il quale si ritrova senza una guida vera con nessuno all’orizzonte pronto a prendere le redini di quello che fu il PDL. Sentendo i vari discorsi degli ex elettori, un’alta percentuale non saprà a chi dare il voto con forte propensione all’annullamento o al M5S. Bisognerebbe che anche il popolo della sinistra si ribellasse al volere dei suoi sovrani. La loro coalizione odora di stantio e sarebbe una prova di grande maturità non far dormire sonni tranquilli ai loro leader come lo è già per la destra. Vogliamo fare la rivoluzione? La possiamo fare anche senza farsi del male. Basterebbe far capire ai presenti che ne abbiamo le scatole piene dei loro magheggi e porcellum vari. Il partito delle schede nulle è l’unico partito che potrà dare un segnale forte e forse farà fiorire nuove personalità in grado di guidare il paese. Ghandi diceva che non pagare le tasse è l’unico modo di far cadere i governi. Pensate per un momento se a Roma non ricevessero più l’obolo quotidiano, una sorta di anarchia temporanea. Un popolo che risponda solo alle leggi dell’onestà, tagliando fuori completamente la politica, come hanno fatto in Irlanda per l’IMU. Il loro presidente è tornato sui suoi passi ed ha cambiato completamente la politica interna. Non mi sembra che sia morto o ferito nessuno. Se oggi i politici sapessero di non avere un futuro le cose cambierebbero…eccome se cambierebbero… Ma tanto sanno che le pecore italiane in un modo o nell’altro saranno sempre al pascolo anche se invece di brucare l’erba brucheranno plastica, tanto non ne conoscono la differenza. Basterebbe poco per cambiare, ma si sa che i cambiamenti stravolgono le abitudini e le abitudini sono quelle cose che uno fa senza pensare. Ecco perchè ne abbiamo tante.

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