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Gen
23

IN MEMORIA DI UN GRANDE STATISTA: BETTINO CRAXI


A molti anni dalla sua scomparsa (tra ieri e oggi ricorre il diciassettesimo anniversario della sua morte), esiste ancora una vasta polemica su Craxi, sul suo reale peso per l’Italia.
A parte il fatto che la famiglia ha, per l’ennesima volta, ribadito che la salma non tornerà in Italia (perché lo stesso Craxi non voleva così) il fatto è che Bettino Craxi rappresenta la coscienza sporca degli italiani. E no, non mi riferisco ai socialisti.
Per prima cosa, affermare come fanno Di Pietro e Travaglio che Craxi fosse “un condannato e basta” significa dare alle sentenze di un tribunale il valore di giudice storico e politico.
Mi spiace per Di Pietro e per Travaglio, ma un tribunale non fa tanto.
Indubbiamente ad entrambi sarebbe piaciuto perseguitarlo di più, avendo il pensiero di Di Pietro la forma mentis dello sbirro più che del giudice
Nella realtà, Craxi è stato forse il politico di più grande spessore del dopoguerra, assieme ad Andreotti.
Non posso certo dire che l’avrei votato, essendo di estrazione culturale liberale, ma di cose per il paese ne ha fatte, e pretendere che una sentenza dello sbirro di turno le cancelli è impossibile, sarebbe come dire “Mah, alla fine Churchill era un alcolizzato” o che Patton fosse uno sciroccato newage convinto di essere la reincarnazione di un ufficiale cartaginese morto per difendere Tunisi.
Entrambe le cose sono vere, ma Churchill oltre che alcolizzato è stato il più grande statista inglese di sempre (assieme alla Thatcher), e Patton oltre che un vanaglorioso idiota e forse anche un criminale di guerra, era però anche un ottimo generale.
Così, Craxi era sicuramente un condannato per tangenti, e fu uno dei più grandi statisti del dopoguerra.
E non mi venite a dire che il più grande poteva essere Berlinguer se avesse vinto le elezioni perché forse la sua più grande impresa è stata proprio quella di non riuscire mai a vincere le elezioni.
Quanto al ruolo politico di Craxi, analizziamolo nel dettaglio.
Quella di Craxi fu l’unica politica internazionale che non nascesse dai dossier di Washington, e lo dimostrò con la vicenda di Sigonella, con la vicenda di Tripoli, e con la progressiva espansione dell’area di interesse politico e commerciale italiana nel mediterraneo, mediante una politica di distensione filoaraba.
Di quella politica si può dire tutto il bene e tutto il male possibile e certo se si è atlantisti non se ne può dire certo bene.
Ma il fatto è che per la prima volta l’Italia aveva una sua reale sovranità. E con Craxi, l’Italia divenne la quinta potenza del mondo.
L’italia pre-Craxi era un paese di patetici mandolinisti con le pezze sul sedere.
L’inflazione a due cifre divorava le imprese, che licenziavano a tutto spiano; e se lo stipendio dei lavoratori aumentava con la scala mobile questo non succedeva alla loro liquidità, che veniva rapidamente prosciugata.
Le banche, per non cadere vittime dell’inflazione, prestavano denaro a condizioni assurde, ed era praticamente inutile risparmiare soldi perchè finivano rapidamente.
Il ceto medio come noi lo concepiamo, semplicemente non esisteva, visto che il ceto medio è una combinazione di piccolo risparmio e piccola imprenditoria: ma avere credito era impossibile, risparmiare anche, e un’azienda che accumulasse liquidi per un investimento arrivava vicina alla fine del ciclo senza nulla da investire perchè i soldi erano sic et simpliciter finiti.
Cosa dobbiamo a Craxi?
Tantissime cose.
Anzitutto, lo scontrino fiscale e il registratore di cassa. Prima, i negozi evadevano quanto volevano. Curioso particolare, per chi lo accusa di essere il patrono degli evasori. Indovinate chi scese in piazza contro?
Sì, proprio quel PCI che da trent’anni attraverso i suoi eredi si diverte a dare dell’evasore fiscale a chiunque gli capiti a tiro.
L’inflazione crollò dal 16% al 4%, grazie al fatto che attaccò frontalmente la CGIL e il PCI in quanto riuscì a fermare il meccanismo della scala mobile, che persino gli elettori capivano essere deleterio, tantevvero che la battaglia fu vinta con un referendum.
Rese facoltativo l’insegnamento della religione nelle scuole, colpo durissimo per la chiesa, mettendoseli contro un bel pochino. Indovinate con quale governo ha smesso di esserlo? Con quello sostenuto da quei partiti di pseudosinistra che oggi simpatizzano per i terroristi islamici accusando di ogni nefandezza la cristianità.
L’italia avanzò dal tredicesimo posto sino al quinto posto tra i paesi a PIL più alto del mondo.
E senza la sua politica nei confronti dei paesi mediterranei (che certo conteneva anche dei tratti fortemente discutibili) non sarebbe stata possibile la metanizzazione del paese, e oggi saremmo a bruciare gasolio per scaldarci, o carbone. Esattamente come si faceva all’epoca. C’era anche il Kerosene, è vero.
Ora, questo non significa che le sentenze siano nulle e Craxi fu anche un personaggio molto controverso, anche se il suo ruolo circa gli scandali di Mani Pulite è sempre stato molto sopravvalutato (altri furono i personaggi che diedero scandalo).
Il fatto è che tutto quanto scritto sopra significa qualcosa che Di Pietro, Travaglio e tutti i questurini che hanno ammorbato l’opinione pubblica italiana (e tutti quelli che gli fanno il verso nei social media e nei bar) non potranno mai capire: che la vita di una persona, e di un politico, non si esauriscono con la fedina penale.
Di Pietro, certo, è incensurato e con lui Travaglio. Ma possono entrambi dire di aver fatto altrettanto per il paese? Di essersi opposti alla Chiesa Cattolica al punto da rendere facoltativa l’ora di religione. Di aver ridotto all’estremo uno dei fenomeni di evasione fiscale più radicati del paese introducendo il registratore di cassa proprio loro che vorrebbero che gli evasori venissero messi nelle stesse celle degli stupratori (cit. Travaglio)? Possono dire di aver sollevato il paese sino a farlo entrare nel G8 e poi nel G7? NO! Non affannatevi a parlare. Non potranno mai dirlo.
Così come non potranno mai dire di aver fondato un’impresa che ha dato all’erario italiano 7 miliardi di euro, creando decine di migliaia di posti di lavoro, come ha fatto l’altro grande perseguitato dai questurini, il tanto deprecato Berlusconi.
E la questione è tutta qui, signori miei: finchè paragoniamo le fedine penali, e solo se ci fermiamo qui, Di Pietro, Grillo, Santoro e Travaglio vincono su Craxi. Il problema viene quando ci chiediamo quanto abbiano dato al paese: e piaccia o meno ai loro fan, nessuno di questi signori può raccontare nulla in proposito.
Un altro dei mantra dei comunisti e dei postcomunisti (gli stessi che poi sono giustificazionisti con i paesi a dominazione islamica) è la posizione prona nei confronti della Chiesa. Beh, vista la performance dei governi di Prodi (I e II), D’Alema e Amato, direi che l’unico capo di stato italiano che si sia messo di fronte a loro e a ridurre i loro privilegi fu Craxi. La religione cattolica finì di essere ufficialmente “religione di stato”, l’ora di religione divenne facoltativa, venne abolita la congrua, cioè il fatto che all’epoca era lo stato a pagare lo stipendio a preti dal bilancio del ministero della giustizia.
Ci si lamenta dei condoni? Ebbene, nel provvedimento di Nicolazzi, veniva istituito l’obbligo dei piani regolatori e la responsabilità penale dei comuni quali organi di controllo. La speculazione edilizia riprese quando si cambiarono le leggi a riguardo.
Adesso i grillini si lamentano delle banche? Ebbene, Cuccia fu costretto alle dimissioni proprio da Craxi, che se lo mise contro un bel pochino.
Con Confindustria andò d’accordo sino ad un certo punto, finchè all’ennesima richiesta degli industriali di soldi di stato li accusò di “voler lucrare senza pagare”, cosa che iniziò un certo “gelo”.
Non che coi sindacati andasse d’accordo, visto che si scontrò con CGIL sia sulla scala mobile che sulla redistribuzione dei redditi.
Il senso è che si poteva essere d’accordo con lui e non esserlo e su molte cose io non lo sarei stato se avessi avuto l’età della ragione, ma il dato di fatto è che politici con QUELLE PALLE e di sinistra, l’Italia non ne ha avuti più.
E così, giocoforza quando si parla di Craxi bisogna per forza di cose misurarsi con la fedina penale: nessuno dei politici attuali può vantare di aver fatto così tanto per il paese. Nessuno.
L’italia che abbiamo oggi ha componenti moderne e forti componenti di arretratezza. Beh, quelle moderne le dovete tutte a Craxi, che trasformò il paese da miserabile branco di straccioni provinciali dei primi anni ’70 ad economia del G7.
E dopo Craxi, molte di queste cose sono morte. Prodi ha legiferato sulle scuole private dando soldi ai preti: tutt’altra musica rispetto ad uno che rese facoltativa la religione cattolica.
Prodi creò quelle mostruosità fuori controllo che sono le fondazioni bancarie, cui i governi sono a tutt’oggi chini.
Craxi avvisò Gheddafi dei bombardamenti americani e negò a Reagan le basi per gli aerei, mentre D’Alema si piegò supino e prestò le basi a Clinton.
Contro l’evasione fiscale Visco non fece quanto fece Visentini istituendo il registratore di cassa obbligatorio, che distrusse una delle roccaforti del fenomeno dell’evasione fiscale di quei tempi.
Questa è la grossa colpa del paese. Aver ridotto la storia di uno dei più grandi statisti di sempre ad una semplice fedina penale, mentendo sapendo di mentire. Perchè sappiamo in fondo che aveva ragione anche su una cosa diversa, e cioè che le accuse rivolte a lui potevano essere rivolte a chiunque.
E quindi ci chiediamo: ma davvero è valsa la pena? Che cosa ci ha dato, alla fine, questa “Mani Pulite”.
A cosa sono serviti i Travaglio, i Santoro, gli Anni zeri ed i servizi pubblici?
Ci hanno dato un paese migliore? Al contrario, proprio in quegli anni è iniziato il declino. Una classe politica migliore? Non c’è né a destra nè a sinistra. Non ci ha dato una destra migliore della DC né una sinistra migliore del PCI. Ci ha dato solo due nuovi estremismi, la Lega e il Movimento 5 Stelle.
Mani Pulite ci ha dato un’economia migliore? No.
Mani Pulite ci ha dato un paese più laico? No.
Mani Pulite ci ha dato una politica estera più attenta agli interessi nazionali? No.
La verità è che che Mani Pulite, al paese, ha dato solo la libidine della condanna. E basta.
Nominare Craxi oggi, ovviamente, solleva questo problema. Qualcuno potrebbe andare a dire chi sia stato Craxi.
Che cosa ha fatto per il paese. E la differenza di statura politica si nota. L’estrema sinistra si ritiene terzomondista e sponsorizza i cretini che vanno in Medio Oriente? Ebbene Craxi fu rappresentante del segretario generale dell’ONU Peréz de Cuéllar per i problemi dell’indebitamento dei Paesi in via di sviluppo e del Terzo Mondo (1989); successivamente svolse l’incarico di consigliere speciale per i problemi dello sviluppo e del consolidamento della pace e della sicurezza (rinnovatogli nel marzo 1992 da Boutros Ghali). Che vi piaccia o no, la moratoria dei debiti del terzo mondo fu un’idea sua, non di Bono Vox, della Principessa Diana, di Jovanotti o di Bertinotti. Che hanno fatto solo chiacchiere.
E alle conferenze internazionali dove si parlava della cosa, tutti ascoltavano Craxi a bocca aperta.
Perchè ai politici venuti dietro non viene riconosciuto niente di simile? Perchè sono delle mezze seghe. Tutto qui.
Allora cosa si fa? Si va a prendere la fedina penale. L’unico campo possibile.
Si parla di Craxi e del debito pubblico; verissimo e fu forse la cosa peggiore del suo governo. Ma il debito crebbe ugualmente anche dopo, ed era in forte crescita anche prima di Craxi, il ritmo non cambiò di molto. E’ solo che Craxi governò a lungo, e per questo il debito crebbe molto sotto di lui. Tantevvero che il rischio di default lo abbiamo avuto con uno dei “governi tecnici” venuti dopo Mani Pulite. Per tutta l’era Craxi nessuno parlava di pericolo default. Nè di declino.
Questo è lo scandalo Craxi: per batterlo bisogna usare SOLO la fedina penale. Perchè sul piano politico, sia interno che estero, nessuno può anche solo sognare di avvicinarlo, forse solo Berlusconi.
Ovviamente, un politico come Di Pietro non può sperare altro che questo: che tutti si ricordino solo della fedina penale. Che tutti considerino le sue condanne e solo quelle. Perchè in nessun altro campo hanno chances di competere con quei politici di quei tempi.
Perchè lo scandalo, l’unico scandalo vero è che dopo Mani Pulite non solo non è cambiato nulla in Italia, ma è peggiorato tutto.
Ed è peggiorato tutto, lo sappiamo bene, perchè quella classe politica abbattuta dalle inchieste era sì poco onesta (quanto la media degli italiani) ma come politici sono stati i migliori uomini politici del dopoguerra.
E questo non va giù a grillini, dipietrini, travaglini.
Lo scandalo di Craxi è dovuto a questo.
Ci si incazza perchè gli si vogliono intitolare delle vie. Ah, sì? Beh l’Italia è stracolma di vie Togliatti, di Vie Lenin, Vittorio Emanuele. Cosa hanno fatto costoro per l’Italia? Il nulla assoluto.
Ma specialmente, che cosa ha fatto Di Pietro?
Perchè ancora, io, gli effetti positivi di Mani Pulite non li ho visti. Nè sul paese, nè sulla mia vita materiale.

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