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Mar
20

Ingenuità politica

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La politica italiana è composta da ingenui. Sono 20 anni che gli ingenui tengono in vita il loro odiato nemico, la loro nemesi, il loro cavaliere nero. Silvio Berlusconi è un uomo, sicuramente più furbo di tutti quelli che gli gravitano intorno, più furbo dei suoi detrattori, e a chi ha provato a prendere altre strade si è trovato fuori dalla politica (con la sua pensione d’orata). Lo si può amare, lo si può odiare, lo si può non vedere, lo si può non sentire, ma resta sempre l’agitatore della politica italiana da 20 anni a questa parte. Al suo posto 2 anni fa fu messo il sobrio Monti con il sobrio governo tecnico e tutti sappiamo com’è andata. Successivamente, riesumato dal duo comico Santoro e Travaglio, l’ex Cavaliere in soli due mesi ha riportato l’allora PDL da uno scarso 10% (con Alfini alla guida) ad oltre il 22% e contestualmente rientrando nel governo guidato da Letta. Non valutare il carisma dei tale personaggio è da ingenui della politica e non saranno le future restrizioni giudiziarie a fermare la simpatia verso l’uomo.
Silvio Berlusconi va battuto sul suo stesso piano, sul piano politico, sul piano della battuta, sul piano di essere oltre. Renzi sembra che lo abbia capito, sembra, ma ciò non toglie che alla prossima tornata europea Forza Italia rappresenterà ancora una vasta, vastissima fetta di italiani da non sottovalutare. A parte qualche peones, l’italiano si identifica ancora nell’ex Cavaliere che combatte, perchè l’italiano ora più che mai, viene colpito dalla tassa, dall’ingiustizia, dalla cartella di Equitalia. Berlusconi è solo un uomo al comando niente più, ed è “solo” a capo di un quarto degli italiani che ancora credono in lui. La sfida politica è solo questa. Giustiziatelo e diventerà un martire. Anni fa appesero per i piedi un uomo morto. Ancor oggi quell’uomo è sempre tra di noi.

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