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Ago
08

Italiani brava gente ma anche un po’ coglioni di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Per le sorti della signora Alma Shalabayeva coniugata Ablyazov, entrambi cittadini del Kazakistan, stava candendo il governo. Non quello del Kazakistan. Quello italiano. Sì, perché noi per i perseguitati, soprattutto quelli finti, abbiamo una particolare tenerezza. Soprattutto se possono essere utilizzati per le beghe politiche interne, da una parte o dall’altra. Ci sarà sempre una consistente quota di italiani pronti a cascarci e a schierarsi. “Italiani brava gente”, come dicevano, in un celebre film di Giuseppe De Santis, gli abitanti della Russia dei nostri malandati soldati spediti nella steppa da Mussolini a morire assiderati con ai piedi scarpe di cartone al servizio delle mire di Hitler.

Ma adesso che il signor Muktar Ablyazov, noto come il principale dissidente del regime kazako, è stato arrestato dai francesi, si scopre che da ex presidente della banca nazionale di quel paese ed ex ministro dell’economia era ricercato, oltre che dal Kazakistan, anche dalla Russia e dall’Ucraina, per truffe miliardarie, e soprattutto anche dalla Gran Bretagna, dove era stato accolto come “rifugiato politico”, ma da dove è fuggito in Italia nonostante che godesse, grazie a quello status, di solida protezione. In Italia per ricongiungersi alla moglie, fatta trasferire qui per motivi di sicurezza? Non pare, visto che lui ha ritenuto conveniente trasferirsi clandestinamente in Francia, dove aveva preso in affitto ben tre ville dalle parti della Costa Azzurra, in una delle quali l’ha raggiunto da Londra la bionda avvocatessa-amante ucraina, sulle cui tracce i poliziotti francesi sono arrivati a lui e lo hanno arrestato (testuale) ancora in mutande.

Tra i tanti truffati dal facoltoso banchiere-dissidente ci sono tre (ma c’è chi dice sette) grosse banche italiane. La cosa è passata quasi sotto silenzio mentre tutti erano impegnati, a partire dal ministro degli esteri Emma Bonino, a lacrimare per la sorte della consorte di questo perseguitato per essere stata bruscamente prelevata dalla nostra polizia in una villa romana ed estradata nel suo paese, dove l’altro giorno anche una delegazione di parlamentari del moralizzatore Beppe Grillo sono andati premurosamente a sincerarsi delle sue condizioni.

Nel frattempo un altro illustre miliardario perseguitato, condannato per frode fiscale e in attesa di giudizio per altri reati, radunava la folla nel centro di Roma, e da un palco abusivamente eretto sotto una delle sue residenze, a trecento metri da Palazzo Ghigi, lanciava contro la magistratura insulti irradiati a ripetizione e a reti unificate da tutte le televisioni. Per lui in molti chiedono la grazia, fiduciosi che il destinatario di tale richiesta, negli ultimi tempi facile alla commozione, s’intenerisca.

Italiani brava gente. Magari anche un po’ coglioni. Ma fino a che punto?

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